“Sviluppo sostenibile per le regioni montane: dalla marginalità alla centralità”, il Rapporto ASviS sullo sviluppo di comunità sostenibili per il contrasto all’emergenza abitativa

Le aree montane possono diventare una leva strategica per il futuro del Paese: coprono circa un quarto delle terre emerse e garantiscono servizi essenziali come acqua, biodiversità e risorse naturali, da cui dipendono miliardi di persone. Nonostante ciò, questi territori continuano a soffrire di spopolamento, carenza di servizi e frammentazione delle politiche pubbliche.

Nel documento Sviluppo sostenibile per le regioni montane: dalla marginalità alla centralità, ASviS propone un cambio di paradigma nelle politiche territoriali italiane ed europee.

Dopo un inquadramento internazionale ed europeo, il Rapporto analizza il quadro normativo nazionale e le disuguaglianze territoriali, per poi approfondire il ruolo dei servizi ecosistemici e le opportunità offerte dalla Nature Restoration Law, nonché le criticità delle politiche di coesione e le proposte operative per il rilancio delle aree montane.

Nonostante l’impegno delle Nazioni Unite e dell’Unione europea, le strategie attuali risultano spesso disallineate e poco efficaci a livello territoriale e, in Italia, il nuovo quadro normativo, dalla Legge 131/2025 alla Strategia per la Montagna Italiana, presenta criticità legate alla governance, alla classificazione dei comuni montani e alla frammentazione delle risorse: ASviS afferma la necessità di riconoscere il valore dei servizi ecosistemici forniti dalle aree montane, introducendo strumenti di compensazione e modelli di sviluppo capaci di integrare ambiente, economia e coesione sociale. 

Tra le priorità indicate: contrastare lo spopolamento attraverso politiche per i giovani e i nuovi residenti, rafforzare i servizi essenziali e la connettività digitale, sostenere le filiere produttive locali e promuovere modelli di governance territoriale più integrati e partecipativi.

Il modello spinge per superare la logica assistenziale a favore di strategie abilitanti, affrontando l’emergenza abitativa tramite il recupero del patrimonio edilizio esistente, la valorizzazione del capitale naturale e l’introduzione di una fiscalità di vantaggio.