
Il Rapporto SDGs 2026 dell’ISTAT è lo studio ufficiale che misura i progressi dell’Italia verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Il documento fotografa i traguardi sociali, economici, ambientali e istituzionali del Paese, analizzando l’evoluzione di breve periodo (ultimo anno), a partire da 243 misure statistiche, e l’evoluzione di lungo periodo (ultimo decennio ), basandosi su 221 misure statistiche.
BREVE PERIODO
Nell’ultimo anno, la metà delle misure risulta in miglioramento (51%); 1/4 è caratterizzato da stabilità o stagnazione; i peggioramenti riguardano il 24% delle misure.
Le variazioni negative sono più frequenti nel Goal 16 (Pace, giustizia e istituzioni), nel Goal 4 (Istruzione) e nel Goal 1 (Povertà zero), per il peggioramento delle misure di povertà e deprivazione. Si registrano miglioramenti nel Goal 17 (Partnership per gli obiettivi), nel Goal 2 e 10 (Fame zero e Ridurre le disuguaglianze). Restano stabili il Goal 15 (Vita sulla terra) e i Goal 6 (Acqua) e 14 (Vita sott’acqua).
ANDAMENTO REGIONALE NEL BREVE PERIODO
L’analisi evidenza delle disparità regionali rispetto ai 17 SDGs: le aree “Persone” e “Prosperità” confermano il dualismo territoriale a svantaggio del Mezzogiorno; le aree “Pianeta”, “Pace” e “Collaborazione” restituiscono risultati relativamente più favorevoli per il Mezzogiorno.
LUNGO PERIODO
Il quadro parzialmente positivo ma sottolinea, nel complesso, l’esigenza di un’accelerazione, a quattro anni dalla scadenza: il 53,8% delle misure è in miglioramento, l’11,3% in peggioramento, mentre il 34,8% presenta una tendenza incerta che riflette la presenza di andamenti discontinui.
Le tendenze positive risultano più evidenti nei Goal 10 (Ridurre le disuguaglianze), 5 (Parità di genere), 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture) e 7 (Energia), mentre le incertezze riguardano principalmente i Goal 15 (Vita sulla terra) e 13 (Lotta al cambiamento climatico). Segnali negativi sono più frequenti nei Goal 12 (Consumo e produzione responsabili), 6 (Acqua) e 11 (Città sostenibili).
EUROPA
Nel contesto internazionale, il raggiungimento degli SDGs sia fortemente a rischio, nonostante, in Europa, la sostenibilità resti centrale nelle politiche comunitarie. Nel 2025, circa la metà degli indicatori (49,0%) colloca l’Italia in una posizione di svantaggio rispetto alla media UE.
L’unico obiettivo in cui l’Italia si colloca in posizione migliore rispetto alla media UE è il Goal 12 (Consumo e produzione responsabili). Gli indicatori con valori migliori sonoi Goal 2 (Fame zero), 5 (Parità di genere), 7 (Energia) e 16 (Pace, giustizia e istituzioni). Le criticità più marcate emergono invece nel Goal 15 (Vita sulla terra), dove tutti gli indicatori collocano l’Italia in posizione peggiore della media europea, e nei 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica), 13 (Lotta al cambiamento climatico), 10 (Ridurre le disuguaglianze), 11 (Città sostenibili) e 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture), nei quali la quota di indicatori critici è particolarmente elevata.