Presentato lo Studio CESEF 2024 di AGICI dedicato alle nuove soluzioni integrate di efficientamento energetico

Lo studio AGICIEfficienza e Transizione Energetica – Competitività di modelli integrati” (per la sintesi, cliccare qui), presentato durante l’11° Convegno annuale dell’Osservatorio sull’Efficienza Energetica (CESEF), ha analizzato il potenziale di riduzione di consumi ed emissioni degli interventi di efficienza energetica (EE) integrati a fonti di energia rinnovabile (FER) quale percorso più efficace per la decarbonizzazione.

L’analisi prende in considerazione quattro modelli di intervento associati a quattro forme di consumo:

– residenziale unifamiliare;

– residenziale condominio;

– edifici pubblici;

– industria.

Per il settore residenziale unifamiliare, la combinazione integrata di isolamento termico, fotovoltaico, pompa di calore e accumulo (batteria) consente, sul singolo edificio, una riduzione delle emissioni fino al 94%.

Per il modello basato su condomini, il report indica l’integrazione tra coibentazione dell’involucro e teleriscaldamento come la soluzione più efficace, in grado di ridurre l’89% delle emissioni.

Le tecnologie integrate risultano le soluzioni migliori anche per il modello degli edifici pubblici, tra cui scuole e ospedali, pur riscontrando riduzioni delle emissioni più modeste rispetto ai casi precedenti, legate principalmente a vincoli nella capacità di spesa delle Amministrazioni Locali.

Per il settore dell’industria , secondo il modello individuato da AGICI, l’integrazione tra EE e FER permetterebbe un abbattimento del 54% delle emissioni.

Per centrare gli obiettivi della Direttiva EPBD al 2030 e del PNIEC, pari a un risparmio energetico del 16% rispetto ai livelli del 2020 per il settore residenziale, l’analisi AGICI stima un fabbisogno di investimenti di 13 miliardi di euro all’anno (78 miliardi complessivi in sei anni) per la realizzazione di interventi integrati – che combinano cioè almeno un intervento edile e la sostituzione dell’impianto termico – per un totale di 2,2 milioni di interventi in sei anni.

Per quanto riguarda gli edifici pubblici, il fabbisogno risulta invece di 2,5 miliardi all’anno (15 miliardi in sei anni).

Riguardo il settore delle imprese, la stima di AGICI sul fabbisogno di investimenti è compreso tra i 2,6 e 5,4 miliardi di euro entro il 2030, pari a 0,7 miliardi ogni anno.

Complessivamente, emerge dunque un fabbisogno di investimenti annuo pari a 16,2 miliardi di euro.

In questo contesto, AGICI evidenzia come gli incentivi esistenti non siano sufficienti a stimolare gli investimenti privati necessari. A ciò si aggiunge la crescente difficoltà delle finanze pubbliche di farsi carico delle spese richieste dalla transizione energetica. Per rispondere a tali esigenze, lo studio sottolinea dunque l’urgenza di un quadro di supporto pubblico più chiaro e stabile, capace di coinvolgere in modo efficace il settore della finanza privata, tra cui banche di sviluppo, fondi di private equity e istituti bancari.