Presentato il Rapporto 2026 sulla ricostruzione del Centro Italia dopo il sisma del 2016

A fine giugno, il Commissario straordinario Guido Castelli, insieme ai Governatori dei territori del cratere Marco Marsilio (Abruzzo), Francesco Acquaroli (Marche) e Stefania Proietti (Umbria), all’Assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi, e al Vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, collegato da Bruxelles, ha presentato il Rapporto 2026 «Ricostruire è prevenire: il laboratorio sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale» alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il bilancio, che quest’anno coincide con il decennale, fotografa «il più grande cantiere d’Europa» che coinvolge 4 Regioni, 10 Province, 138 Comuni, circa 8 mila chilometri quadrati e che supera gli 8 miliardi di euro liquidati (2 negli ultimi 12 mesi), sfiora i 15mila cantieri conclusi (2.200 in più in un anno) e segnala sotto quota 9mila il numero delle famiglie ancora fuori casa. 

La ricostruzione privata

Il Rapporto segna, al 31 maggio 2026, 36.149 richieste di contributo (+5,9% rispetto al 2025, per un importo complessivo richiesto di 17,82 miliardi di euro). Le pratiche approvate dagli Uffici speciali per la ricostruzione sono 24.650, pari al 68,2% delle domande presentate, con 12,59 miliardi di contributi concessi e 7,99 miliardi liquidati da Cassa Depositi e Prestiti, di cui il 69% erogato dal 2023 a oggi. Negli ultimi dodici mesi, alle imprese attive nei cantieri della ricostruzione privata sono stati erogati quasi 2 miliardi di euro.

La ricostruzione pubblica

Al 30 aprile 2026, risultano programmati 3.667 interventi per un valore superiore a 4,85 miliardi di euro. Le risorse disponibili arrivano però a 9,4 miliardi. Secondo il Rapporto, il 97,5% degli interventi è almeno avviato sotto il profilo procedurale e il 40% si trova nella fase dei cantieri in corso o conclusi. Sono gli interventi più complessi: municipi, edifici pubblici, chiese, monumenti.

Tra i capitoli più sensibili ci sono le scuole: gli interventi programmati sono 459, per un valore di 1,6 miliardi di euro. Al 31 maggio 2026, risultano autorizzati 197 ordini di attivazione, con un aumento del 57,6% rispetto al 2025.

I cantieri

I cantieri autorizzati sono 23.361. Di questi, 14.968 risultano conclusi e 8.393 ancora in corso. La quota dei lavori chiusi arriva così al 64,1% del totale autorizzato. Rispetto al Rapporto 2025, quando i cantieri conclusi erano 12.737, l’aumento è di 2.231 interventi completati in un anno. Sullo sfondo pesa ancora l’uscita dal Superbonus, che nel 2025 ha imposto un passaggio delicato: per evitare il blocco di migliaia di interventi il governo ha messo in campo oltre 1,3 miliardi di euro, per garantire risorse a più di 5mila cantieri della ricostruzione privata.

Le famiglie

Il dato sociale resta quello delle famiglie. Nel 2026 i nuclei che usufruiscono ancora di una forma di assistenza abitativa sono 8.759, in calo di 1.308 unità rispetto ai 10.067 del 2025. Erano 11.182 nel 2024, 12.319 nel 2023 e 14.211 nel 2022. In quattro anni la riduzione è stata di 5.452 nuclei, pari al 38,4%. Dentro la platea ancora assistita, 5.796 famiglie ricevono il contributo per il disagio abitativo, 2.267 vivono nelle SAE, le soluzioni abitative di emergenza, e 696 rientrano in altre forme di assistenza.

Il lavoro

Nel cratere si è sviluppato un livello di occupazione mediamente superiore del 6 % rispetto alla media nazionale. Una cifra che arriva al 12% dove si è registrato il danno più grande e, più in generale, l’azione della ricostruzione ha prodotto un aumento di circa 4 miliardi del PIL medio cumulato.