Politiche abitative: dalla Città metropolitana di Bologna via libera alla gestione in forma aggregata del “Patto per la Casa Emilia-Romagna”

Il Consiglio metropolitano di Bologna ha approvato, con Delibera n.36/2026, durante la seduta del 23 settembre, il Regolamento che permette l’avvio del programma regionale “Patto per la Casa Emilia-Romagna” a livello metropolitano e, contestualmente, ha assunto la delega della funzione di gestione, in forma aggregata, dell’attuazione del Patto, in nome e per conto dei Comuni aderenti. Nel ruolo di Ente capofila delegato, tramite gli Uffici delle Politiche di Welfare Inclusione sociale e Abitare, la Città metropolitana coordinerà l’attuazione dell’intesa per i prossimi otto anni per conto degli Enti locali (cfr. Albo Pretorio Città Metropolitana di Bologna).

Operativamente sarà la Fondazione Abitare Bologna che agirà sul territorio metropolitano come Agenzia per la locazione, sottoposta alla vigilanza di Palazzo Malvezzi.  

L’ atto approvato arriva in Consiglio dopo il parere favorevole della Conferenza Metropolitana dei Sindaci di Venerdì 11 settembre e dopo esser già stato approvato nei Consigli del Comune di San Lazzaro di Savena, del Comune di Pianoro, del Comune di Budrio, del Comune di Crevalcore e dell’Unione dei Comuni Savena-Idice (Comuni di Loiano, Monghidoro, Monterenzio). Sono già in programma i passaggi negli altri Comuni aderenti del territorio metropolitano. Inoltre, il via libera dell’Aula giunge a coronamento di un articolato percorso di cooperazione inter-istituzionale basato sul confronto costante con Sindaci e Sindache, Assessori e Assessore alle Politiche abitative, Uffici Casa territoriali e rappresentanze sindacali degli inquilini e delle associazioni dei proprietari.

IL REGOLAMENTO

L’obiettivo dell’impianto approvato dalla maggioranza consiliare è quello di immettere sul mercato nuovi alloggi sfitti a canone concordato, fornendo risposte concrete alle esigenze abitative e consolidando la coesione sociale dell’intero territorio.

Il regolamento del Patto Casa definisce un quadro chiaro e bilanciato sia per i locatori che per i conduttori: per i proprietari sono previste tutele e garanzie dedicate, come ad esempio in caso di mancata corresponsione del canone, ma anche sotto forma di assistenza nelle fasi di incrocio tra domanda e offerta. 

Per l’accesso ad agevolazioni fiscali locali tramite aliquote IMU di favore o misure compensative stabilite dai singoli Comuni.

Sul fronte della sostenibilità per gli inquilini, i canoni riconosciuti ai proprietari saranno calcolati sulla base dell’Accordo territoriale relativo ai contratti di locazione a canone concordato e non potranno comunque superare il tetto massimo di 800 euro al mese per il Capoluogo e i Comuni ad alta tensione abitativa (ATA) confinanti, e di 650 euro al mese per tutti gli altri Comuni del territorio metropolitano.