
La scorsa settimana, l’ISTAT ha diffuso i dati relativi al PIL e indebitamento delle Amministrazioni Pubbliche, per l’anno 2025, insieme alle revisioni dei dati per il biennio precedente.
Secondo la stima ISTAT, nello scorso anno, il volume del PIL è cresciuto dello 0,5% (prezzi di mercato pari a 2.258.049 milioni di euro correnti).
Dal lato della domanda interna, si è registrato un incremento in volume del 3,5% degli investimenti fissi lordi e dello 0,9% dei consumi finali nazionali rispetto al 2024.
La spesa per consumi finali delle famiglie residenti è cresciuta in volume dell’1,0% (+1,2% nel 2024), mentre la spesa per consumi di servizi è aumentata in volume dell’1,0%, quella per beni dello 0,9%.
Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono salite del 3,6% e le esportazioni dell’1,2%.
Gli investimenti fissi lordi hanno segnato una crescita del 3,5% (-3,1% nel 2024), con aumenti del 3,3% degli investimenti in costruzioni, del 2,2% in macchinari e attrezzature, del 9,1% in mezzi di trasporto e del 4,0% in prodotti della proprietà intellettuale.
FOCUS SUL SETTORE DELLE COSTRUZIONI
Dalle nuove stime che emerge un cambiamento rilevante per il settore delle costruzioni: a distanza di un anno, con la seconda revisione, l’Istituto opera per il 2024 un significativo cambio di segno nella dinamica degli investimenti in costruzioni, rendendola negativa: -5,7% rispetto al 2023 (dal +2% inizialmente rilasciato).
In termini assoluti, il valore attuale degli investimenti in costruzioni è stato revisionato al ribasso di oltre 13 miliardi.
Una correzione che conferma le stime formulate dall’ANCE oltre due anni fa, quando il Centro Studi, aveva previsto per il 2024 una contrazione del -7,4% su base annua, anticipando il cambio di segno ora certificato dall’ISTAT.
Per quanto riguarda il 2025, l’ANCE formula una stima più prudente di quella ISTAT per gli investimenti (-1,1%) come formulato nell’Osservatorio di gennaio scorso. Tale stima è stata comunque significativamente migliorata rispetto alla precedente previsione formulata un anno fa (-7%).
La revisione al rialzo è legata a una dinamica più positiva del previsto nel comparto delle opere pubbliche, sostenuto dall’accelerazione della fase conclusiva del PNRR, anche se resta ancora marcato il ridimensionamento della manutenzione straordinaria, che continua a incidere negativamente sull’andamento complessivo del settore.