Piano nazionale di ripristino della natura: condivise dall’ANCI molte delle osservazioni avanzate da ANCE

Come comunicato con la nostra circolare n. 444/2026, è stato pubblicato il D.Lgs. 8 aprile 2026, n. 80 che interviene in attuazione alla delega contenuta nella Legge 91/2025 (Legge di Delegazione Europea 2024) per armonizzare il quadro giuridico nazionale agli obblighi imposti dal Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura, cd. Nature Restoration Law (NRL).

Il Regolamento UE 2024/1991 ha come obiettivo il recupero della biodiversità e la resilienza degli ecosistemi (terrestri, costieri, fluviali, agricoli, forestali, urbani ecc.) e, a tal fine, impone agli Stati membri specifici obblighi, primo fra tutti quello di elaborare un Piano Nazionale di Ripristino della natura (PNR) contenente le diverse misure da porre in essere per conseguirli.

Il testo elaborato dall’Associazione dei Comuni sul Piano Nazionale di ripristino della natura, messo a punto dopo un proficuo confronto e un percorso condiviso, contiene numerose considerazioni che riprendono le osservazioni già evidenziate da ANCE nel corso delle interlocuzioni con il Ministero, tra cui, in particolare, sulla necessità di garantire la piena coerenza del Piano con il Regolamento (UE) 2024/1991 (Nature Restoration Law) senza introdurre nuovi vincoli urbanistici, prescrizioni immediatamente operative o effetti conformativi non previsti dalla normativa europea.

In linea con la posizione sostenuta da ANCE, il documento dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) propone di ricondurre il Piano alla sua natura programmatoria, fondandone l’attuazione su un percorso progressivo di ricognizione, monitoraggio, programmazione e pianificazione condiviso con Regioni, Province autonome e Comuni, nel rispetto delle competenze attribuite ai diversi livelli di governo.

Tra gli elementi di maggiore interesse vi sono:

  • le richieste di eliminazione delle misure che prevedono automatismi vincolistici sugli strumenti urbanistici;
  • la sospensione di interventi edilizi e infrastrutturali;
  • gli obblighi generalizzati di compensazione ecologica;
  • l’introduzione di nuovi adempimenti comunali non espressamente richiesti dal Regolamento europeo.

Molte delle modifiche avanzate da ANCI coincidono, infatti, con le richieste formulate da ANCE, che sin dall’avvio della consultazione aveva evidenziato i rischi derivanti dall’introduzione di vincoli e obblighi non previsti dal Regolamento UE, potenzialmente suscettibili di incidere sulle attività di pianificazione territoriale, di rigenerazione urbana e sugli interventi di sviluppo del territorio.

ANCE auspica che il Ministero tenga nella dovuta considerazione le osservazioni formulate da ANCI e da tutti i soggetti istituzionali e rappresentativi coinvolti, al fine di definire un Piano che persegua efficacemente gli obiettivi di tutela e ripristino della natura, garantendo al contempo certezza normativa, sostenibilità degli interventi e pieno rispetto delle competenze degli enti territoriali e degli strumenti ordinari di governo del territorio.

Il dettaglio dei chiarimenti previsti dal D.Lgs. 80/2026, che indica quali sono le amministrazioni competenti e le modalità per attuare questi obblighi a livello nazionale, sono disponibili nella nostra circolare sopra citata.