Nomisma: pubblicato il 18° Rapporto sull’Abitare – anno 2025

Nomisma ha realizzato il 18° Rapporto sull’Abitare 2025, che analizza l’evoluzione del mercato residenziale, nonché i cambiamenti in atto nei comportamenti e nei bisogni abitativi.

Il Rapporto fotografa un mercato residenziale che mantiene livelli di attività elevati, ma al tempo stesso, evidenzia un crescente distacco tra le dinamiche del mercato e le condizioni economiche di una parte sempre più ampia di famiglie: la casa continua a rappresentare non solo una esigenza prioritaria, ma anche un pilastro della sicurezza economica e patrimoniale degli italiani.

Sul fronte del mercato, Nomisma  stima un numero di compravendite pari a circa 770.000 transazioni, con una previsione di sostanziale stabilità nel triennio 2026-2028, con volumi che resteranno elevati seppur con ritmi di crescita più contenuti rispetto a quelli dell’anno da poco concluso.

Le erogazioni di nuovi mutui, nel 2025, risultano in forte crescita, nonostante la quota di famiglie che accede al mutuo rimane inferiore ai livelli massimi registrati nel periodo post-pandemico, a conferma di una persistente selettività dell’accesso al credito. Anche sul fronte del credito, si registra un incremento del +30,8% dell’importo dei nuovi mutui erogati.

In questo scenario, mentre il settore accelera, per un numero crescente di nuclei familiari, l’accesso alla casa si fa più complesso: il 35,8% delle famiglie considera oggi il proprio reddito adeguato a coprire le spese essenziali, mentre cresce la quota di chi lo giudica appena sufficiente o inadeguato (18,5%). Per le famiglie italiane l’acquisto di un’abitazione è diventato un obiettivo sempre più difficile da raggiungere, anche a causa degli elevati costi di acquisto in molte realtà urbane.

Infatti, si accentua la fragilità finanziaria: oltre 1/4 delle famiglie dichiara di non riuscire a risparmiare, mentre circa 1/3 segnala un’ulteriore contrazione della propria capacità di accumulo rispetto all’anno precedente.

Per la maggioranza delle famiglie in affitto (53,6%), la locazione rappresenta una necessità dettata dall’insufficienza delle risorse: nel 2025, le famiglie che hanno fatto ricorso all’affitto per periodi superiori ai sei mesi è salita dal 3,3% al 5,5%, con una maggiore incidenza tra i nuclei pi giovani, gli imprenditori e i liberi professionisti. Parallelamente, cresce la percezione della casa di proprietà come opzione economicamente meno conveniente nel suo complesso, mentre si riduce ulteriormente la componente di chi considera l’affitto una soluzione temporanea in attesa dell’acquisto.