Monitoraggio CNI: accelerazione dei bandi per servizi di ingegneria e architettura nel 2° quadrimestre 2026

Il Monitoraggio sui bandi di progettazione nell’ambito dei servizi di ingegneria e architettura (Maggio-Agosto 2026) del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri rileva una netta accelerazione per quanto riguarda il valore dei bandi per servizi di ingegneria e architettura nel secondo quadrimestre di quest’anno: tra maggio e agosto sono stati pubblicati avvisi per 667,7 milioni di euro, circa 180 milioni di euro in più (+37%) rispetto ai 487,6 milioni di euro dello stesso periodo del 2025.

Il report segnala che, sempre rispetto al confronto tendenziale, cambia la composizione degli importi: scende la quota dei servizi di ingegneria senza esecuzione “tipici” (dal 52,2% al 40,3%) e quella dei servizi richiesti negli appalti integrati (dal 24,3% al 14,9%).

Raddoppia, invece, il peso degli accordi quadro, che arrivano al 44,7% del totale. In termini assoluti, se ci si limita ai soli servizi di ingegneria “puri”, le stazioni appaltanti hanno pubblicato gare per un importo a base d’asta complessivo di 269,3 milioni di euro, contro i 254,5 milioni dello stesso quadrimestre del 2025.

Per quanto riguarda gli appalti sotto soglia, oltre i due terzi delle gare pubblicate (il 67,7%) presenta un importo a base d’asta inferiore a 140mila euro, ossia la soglia sotto la quale gli appalti potrebbero essere affidati mediante affidamento diretto.

L’appalto integrato è il tipo di procedura maggiormente scelto: 88 per un volume teorico di affidamenti di oltre 2 miliardi di euro. Seguono i project financing (113) con 1,9 miliardi e le concessioni (38) con 571 milioni.

Sulle aggiudicazioni, i liberi professionisti evidenziano una notevole debolezza, aggiudicandosi appena il 12,3% delle gare per servizi di ingegneria (senza esecuzione) e appena l’1,6% degli importi totali, mentre sulle gare di importo sotto i 140mila euro,si aggiudicano il 55,2% delle gare e il 39,3% degli importi.

Relativamente al tema dei ribassi, con l’entrata in vigore del Correttivo del Codice degli Appalti, l’analisi del Centro Studi mostra come nelle gare sotto i 140mila euro il ribasso medio è dell’11,5%, contro il 20% massimo consentito; in quelle sopra i 140mila euro è del 33,9%, di poco inferiore al 35% fissato dalla norma.