
Negli scorsi giorni, Legambiente ha divulgato il Rapporto “Scacco matto alle rinnovabili“, un focus in cui sintetizza con dati e numeri la lunga lista d’attesa di progetti a fonti rinnovabili che aspettano di vedere la luce e offre 12 proposte operative per accelerare la diffusione delle rinnovabili, e porta in primo piano alcune buone pratiche avviate nel Paese in nome della transizione ecologica.
In Italia, le rinnovabili, cruciali l’indipendenza energetica del nostro Paese, continuano ad essere sempre più schiacciate da ritardi, ostacoli burocratici e freni imposti dai Ministeri competenti.
Secondo i dati Legambiente, a gennaio 2026:
- su 1.781 progetti a fonti rinnovabili attualmente in fase di valutazione, il 69,3% (1.234 progetti) è ancora in attesa della conclusione dell’istruttoria tecnica VIA PNRR- PNIECC, 160 sono in attesa della determina del CDM e 88 del parere dal Ministero della Cultura ed Enti regionali dei beni culturali;
- nel 2025, il numero dei nuovi progetti sottoposti a VIA è crollato del 75%;
- sono 108 i progetti bloccati mappati in Italia, di cui 18 censiti nel 2026.
L’Italia è fortemente in ritardo rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030: ad oggi, ha raggiunto solo il 22% dell’obiettivo 2030 (circa 17.700 MW su 80.000 necessari), perciò mancano oltre 62.000 MW da realizzare nei prossimi 6 anni. Al ritmo attuale, l’obiettivo verrebbe raggiunto con 8 anni di ritardo, ossia nel 2038. Per restare in linea, bisognerebbe installare oltre 10 GW all’anno, una cifra molto lontana dai valori attuali.
Per invertire la rotta, il report avanza diverse richieste al Governo, tra cui:
- Certezza dei tempi e iter autorizzativi più snelli
- Più personale tecnico nelle Commissioni VIA e nelle Soprintendenze
- Promuovere il dibattito pubblico per ridurre le opposizioni locali e favorire le Comunità Energetiche Rinnovabili
- Facilitare l’ammodernamento degli impianti eolici già esistenti per aumentarne la potenza senza occupare nuovo suolo.
FONTE: Legambiente