Nei giorni scorsi, l’ISPRA ha divulgato l’edizione 2025 del “Rapporto Rifiuti Urbani“, lo studio, elaborato dal Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare di ISPRA, con il contributo delle Agenzie ambientali territoriali, con i dati aggiornati al 2024 sulla produzione, raccolta differenziata, gestione e flussi di import/export dei rifiuti urbani e degli imballaggi, che offre un quadro conoscitivo completo e oggettivo a supporto del legislatore per orientare politiche e interventi, monitorarne l’efficacia e introdurre eventuali misure correttive.
All’interno del Rapporto, è anche disponibile un focus sulla Regione Emilia-Romagna, che conquista il primato assoluto in Italia per la gestione dei rifiuti urbani, superando il Veneto (precedente detentore del record) e confermandosi la regione più virtuosa del Paese.
Ecco i punti salienti che riguardano la nostra Regione:
-> Raccolta Differenziata: l’Emilia-Romagna ha raggiunto una quota di raccolta differenziata pari al 79%, registrando una crescita significativa dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Questo dato la pone al vertice della classifica nazionale, ben al di sopra della media italiana.
-> Modelli virtuosi: Modena (84%) – Ferrara (76,9%) – Bologna (75,1%)
-> Produzione di Rifiuti: una nota critica o comunque di attenzione emersa dallo studio riguarda la quantità totale di rifiuti prodotti. Nonostante l’eccellente capacità di differenziare, la produzione pro capite di rifiuti in regione rimane piuttosto alta (stimata intorno ai 663 kg per abitante all’anno), un dato su cui l’ISPRA invita a riflettere nell’ottica della prevenzione e della riduzione alla fonte.
In sintesi, lo studio dell’ISPRA dipinge l’Emilia-Romagna come il modello di riferimento nazionale per l’economia circolare legata ai rifiuti urbani, certificando il successo delle politiche di pianificazione regionale e la forte collaborazione dei cittadini.