
Mercoledì 18 febbraio 2026, l’ANCE ha ospitato il convegno “Infrastrutture, Ingegneria e Ciclo idrico: Opportunità e strumenti offerti dal Gruppo Cassa Depositi e Prestiti in favore delle imprese della filiera”, in collaborazione con CDP e SIMEST, un momento confronto operativo tra imprese, istituzioni e soggetti finanziari del Sistema Italia impegnati nel sostegno agli investimenti infrastrutturali nei Paesi partner della Cooperazione e nel supporto dell’internazionalizzazione e degli investimenti sostenibili delle imprese.
L’incontro ha confermato il forte interesse della filiera delle costruzioni verso le opportunità offerte dalla Cooperazione internazionale e dagli strumenti del Gruppo CDP, evidenziando la necessità di un approccio integrato tra finanza, competenze tecniche e presidio istituzionale nei mercati esteri strategici.
Ad aprire i lavori del convegno, moderati dal Direttore Generale dell’ANCE, Romain Bocognani, è stato il Vice Presidente e Presidente del Comitato Lavori all’Estero dell’Associazione, Federico Ghella, che ha sottolineato il ruolo strategico delle imprese italiane del settore e dell’ingegneria nei mercati internazionali, evidenziando come il rafforzamento del mercato interno, grazie al PNRR, abbia consolidato le competenze, la capacità organizzativa e la solidità finanziaria delle imprese. Ha inoltre richiamato la necessità di un sostegno integrato tra finanza, diplomazia economica e cooperazione per competere con sistemi-Paese strutturati, auspicando che strumenti come quelli del Gruppo CDP e le iniziative legate al Piano Mattei, si traducano in concrete opportunità di commesse per le imprese italiane.
Carlo Rossotto, Direttore Cooperazione Internazionale allo Sviluppo di Cassa Depositi e Prestiti, ha delineato il quadro degli strumenti di finanza per lo sviluppo a sostegno dei progetti infrastrutturali nei Paesi partner mentre Regina Corradini D’Arienzo, Amministratore Delegato di SIMEST, ha illustrato le leve finanziarie e partecipative che possono sostenere l’espansione internazionale delle imprese italiane: si tratta del “Fondo equity“, di una dotazione iniziale di 100 milioni di euro, pensata per intervenire in co-investimento, con partecipazioni di minoranza, nei grandi progetti infrastrutturali realizzati fuori dai confini nazionali, con un’attenzione prioritaria ai Paesi del Golfo, con l’obiettivo di superare la difficoltà per le aziende italiane di rafforzare la propria presenza nelle gare internazionali di maggiore dimensione, dove la posizione di minoranza rappresenta spesso la regola. Il nuovo strumento prevede una permanenza nel capitale che può arrivare fino a 25 anni, adattandosi alla fisiologia economica delle opere infrastrutturali. L’intervento pubblico si concretizza attraverso ticket compresi indicativamente tra 5 e 15 milioni di euro per singolo progetto. Condizione centrale dell’operatività è il coinvolgimento della filiera italiana in misura almeno pari all’investimento SIMEST, così da generare ricadute diffuse lungo la catena produttiva nazionale. Il meccanismo punta quindi non solo a sostenere le grandi imprese capofila, ma anche a creare opportunità per le piccole e medie aziende fornitrici di tecnologie, servizi e componenti. I settori target comprendono in particolare idrico, energia, sanità e, più in generale, le infrastrutture caratterizzate da flussi di cassa prevedibili e stabili nel lungo periodo. È inoltre previsto un periodo iniziale legato alla fase di realizzazione e collaudo delle opere, coerente con la struttura economico-finanziaria tipica dei progetti in concessione.
Laurent Franciosi, Responsabile Sviluppo Mercati Internazionali CDP, e Alfredo Ingletti, Vice Presidente OICE, hanno poi approfondito, rispettivamente, il rafforzamento della presenza del sistema produttivo italiano all’estero e il valore delle competenze tecniche e progettuali italiane nei mercati internazionali.
A seguire è intervenuta Vera Veri, che ha illustrato le nuove misure SIMEST a sostegno degli investimenti infrastrutturali all’estero delle imprese italiane, con un focus sugli strumenti partecipativi.
Con i contributi di Alessandro Guerri, Direttore Generale Affari Europei, Internazionali e Finanza Sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Fabio Massimo Ballerini, della Struttura di Missione per l’Attuazione del Piano Mattei presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Stefano Lo Savio, Capo Unità Finanza per lo Sviluppo, Ambiente e Digitale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è stata dedicata particolare attenzione alla strategia del “Sistema Italia” nei Paesi partner della Cooperazione: gli interventi hanno rafforzato l’importanza di una strategia coordinata capace di integrare strumenti finanziari, diplomazia economica e sostenibilità ambientale.
Rispetto all’offerta integrata del Gruppo CDP a supporto delle imprese, Giorgio Massotti ha presentato gli strumenti finanziari per sostenere l’internazionalizzazione e gli investimenti sostenibili, affiancando alla panoramica tecnica alcuni casi applicativi concreti. A seguire, Martina Madeo e Massimiliano Guido, quest’ultimo in collegamento dalla Banca Mondiale, hanno approfondito le attività di accompagnamento non finanziario, con particolare riferimento al matchmaking, all’accesso alle opportunità di procurement internazionale e al supporto nella strutturazione delle proposte progettuali.
Prima della chiusura dei lavori, è intervenuto Gaetano Vecchio, Presidente del Gruppo PMI internazionale e Vice Presidente Comitato Lavori all’Estero ANCE, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo del Sistema Italia nei processi di internazionalizzazione delle imprese, sottolineando il cambio di paradigma rispetto al passato quando le imprese scappavano all’estero perché il mercato interno era asfittico.
In chiusura, Marco Perrone, Partner di Deloitte, ha presentato i servizi di accompagnamento DIHCUBE per facilitare l’accesso ai finanziamenti SIMEST.