Indagine conoscitiva crescita PIL (DDL 2925/C): il ruolo del settore delle costruzione nell’Audizione ANCE alla Camera

Si è tenuta la scorsa settimana, l’Audizione ANCE (link alla registrazione), presieduta dal Direttore del Centro Studi ANCE, Flavio Monosilio, dell’indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia, sulle dinamiche del PIL nel periodo 1992 – 2025 in rapporto alla media UE e sulle leve di intervento sui settori produttivi per sostenere la crescita economica, presso la Commissione Attività Produttive della Camera.

Nel corso dell’Audizione, il Direttore Monosilio ha ricordato come negli ultimi trent’anni l’economia italiana abbia registrato una crescita del PIL pari ad appena il 22%, contro il 41% della Germania, il 58% della Francia e l’83% della Spagna.

In questo contesto, il settore delle costruzioni si è confermato una delle principali leve di sviluppo e competitività del Paese, con le fasi di maggiore dinamismo del comparto che hanno storicamente coinciso con i momenti di maggiore espansione dell’economia nazionale: la filiera dell’edilizia rappresenta il 12% del PIL in termini di investimenti e costituisce il cuore di una filiera che arriva a generare complessivamente il 20% del Prodotto Interno Lordo annuale, grazie alla sua capacità di attivare effetti positivi sull’intero sistema economico.

L’ANCE ha inoltre evidenziato come, dopo la profonda crisi che ha colpito il comparto tra il 2007 e il 2020, con una contrazione degli investimenti vicina al 40%, le costruzioni siano tornate a svolgere un ruolo trainante a partire dal 2021, grazie al rafforzamento degli incentivi fiscali per la riqualificazione del patrimonio immobiliare e, successivamente, agli investimenti attivati dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il PNRR, infatti, non ha rappresentato soltanto un acceleratore degli investimenti, ma anche un importante fattore di modernizzazione e industrializzazione del settore permettendo, negli ultimi anni, alle imprese di rafforzare la propria organizzazione, migliorare la redditività, ridurre l’indebitamento e aumentare la capacità occupazionale, consolidando la propria solidità finanziaria.

Per l’Associazione, la priorità è garantire continuità agli investimenti anche oltre la conclusione del PNRR evitando un rallentamento che potrebbe compromettere i risultati raggiunti negli ultimi anni e assicurare una conclusione ordinata dei cantieri in corso e definire una programmazione stabile e pluriennale degli investimenti, fondata sulla certezza delle risorse, dei tempi e del quadro regolatorio, così da preservare il patrimonio di competenze e capacità produttive sviluppato negli ultimi anni.

 

Tra le principali criticità segnalate figurano:

  • L’aumento dei costi dei materiali da costruzione, alimentato dalle tensioni geopolitiche internazionali, e le difficoltà legate all’accesso al credito: è necessario mettere a disposizione delle imprese strumenti economici e contrattuali in grado di mitigare gli effetti dell’incremento dei prezzi, che oggi risultano significativamente superiori rispetto alle stime formulate dalle aziende al momento della presentazione delle offerte.
  • Il credito alle imprese, che risulta più limitato rispetto al passato anche per effetto delle regole europee: negli ultimi quindici anni i finanziamenti bancari destinati alle costruzioni si sono ridotti di oltre l’80%, rendendo necessario un intervento sulle regole prudenziali e strumenti in grado di favorire la capitalizzazione delle imprese e la crescita dimensionale del tessuto produttivo.
  • La digitalizzazione dei processi produttivi: l’ANCE ha sviluppato dal 2023 l’EDIH DIHCUBE, una Piattaforma di supporto all’adozione di tecnologie digitali e di intelligenza artificiale da parte delle PMI e delle Pubbliche Amministrazioni. Nonostante la consapevolezza crescente del potenziale del digitale in termini di sicurezza, efficienza, trasparenza e controllo dei costi, il livello di adozione delle tecnologie rimane ancora limitato, perciò è necessario definire una strategia settoriale di transizione digitale, accompagnata da percorsi di formazione mirata, dalla sperimentazione operativa delle soluzioni e dalla realizzazione di una Piattaforma Digitale Nazionale per le Costruzioni, in raccordo con il Common Data Space europeo.
  • La transizione ecologica: per rendere effettivamente operativi strumenti utili all’economia circolare tra cui End of Waste e materie prime seconde come fattori di competitività, sono necessari criteri tecnici uniformi, una semplificazione delle procedure autorizzative, adeguati incentivi economici e fiscali e una maggiore valorizzazione dei materiali recuperati nell’ambito degli appalti pubblici.
  • Il rafforzamento delle competenze tecniche e professionali: sul costo del lavoro permangono alcune distorsioni, che rendono opportuno un intervento per riequilibrare il sistema contributivo, soprattutto con riferimento alla CIGO. Occorre anche intervenire sul piano regolatorio, attraverso la semplificazione di alcuni adempimenti, come la digitalizzazione della notifica preliminare nei cantieri e la razionalizzazione degli obblighi formativi, in particolare in materia antincendio.
  • Il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese: appare infine opportuno rafforzare gli strumenti di supporto alle imprese attraverso studi di fattibilità, strutture di assistenza dedicate, una task force multilaterale, uno sportello unico per l’export infrastrutturale e strumenti finanziari, anche di tipo equity, per sostenere la partecipazione a progetti infrastrutturali, in particolare nei mercati emergenti.

 


In allegato, il testo integrale consegnato dall’ANCE alla Commissione.