
Si è tenuta Martedì 24 marzo 2026, l’Audizione ANCE (link alla registrazione), presieduta dal Vice Presidente ANCE, Federico Ghella, presso la Commissione Ambiente del Senato, nell’ambito dell’esame del DL 32/2026 “Commissari” (DDL 1832/S), nel corso nel quale Ghella ha evidenziato come il provvedimento rappresenti un primo segnale di attenzione del Governo su tre temi strategici: assicurare pagamenti tempestivi alle imprese, sia quelli ordinari sia quelli straordinari relativi al caro materiali, garantire una programmazione pluriennale certa degli investimenti infrastrutturali per il dopo PNRR, e proseguire nel percorso di semplificazione delle procedure a monte e accelerazione dei cantieri, anche attraverso la stabilizzazione del modello Pnrr. Allo stesso tempo, però, si tratta di ambiti che richiedono misure urgenti e di più ampio respiro.
1) Pagamenti e liquidità delle imprese
Sul fronte dei pagamenti, l’ANCE ha richiamato l’attenzione sul rallentamento dei flussi finanziari registrato dalla scorsa estate, che sta generando forti tensioni di liquidità per le imprese, proprio nella fase conclusiva del PNRR: il combinato disposto tra ritardi nei pagamenti e mancati ristori per il caro materiali rischia di produrre effetti particolarmente critici. Seppur giudicando positivamente la misura che destina 2,8 miliardi di euro a RFI nei prossimi due anni per ridurne l’esposizione debitoria, le criticità relative ai tempi di pagamento riguardano l’intero sistema degli enti appaltanti e richiedono una soluzione complessiva.
A ciò si aggiungono i ritardi nei ristori per il caro materiali: le imprese vantano ancora oltre 2 miliardi di euro per lavori eseguiti da più di un anno.
Il quadro è ulteriormente aggravato dalle tensioni sui prezzi dell’energia e delle materie prime legate al conflitto in Medio Oriente, che stanno determinando nuovi aumenti dei costi: se questo scenario dovesse protrarsi, si rischia di compromettere la regolare prosecuzione dei lavori, con possibili rallentamenti o sospensioni dei cantieri e ricadute negative sull’intera filiera delle costruzioni. In tale ottica, sarebbe opportuno chiarire che tali aumenti dei materiali e le relative difficoltà di approvvigionamento in atto, essendo del tutto imprevedibili, possono considerarsi come causa di forza maggiore.
Resta, poi, il problema di individuare gli strumenti di tutela più idonei per salvaguardare la continuità dei lavori in corso perché le misure attualmente in vigore non sono sufficienti.
2) Programmazione degli investimenti
L’impostazione adottata sul Ponte sullo Stretto di Messina, in particolare per l’allineamento della programmazione finanziaria allo stato di avanzamento dell’opera è apprezzata dall’ANCE, in quanto consente una più efficiente allocazione delle risorse – anche a beneficio di RFI nel breve periodo – e rafforza la capacità di spesa, elementi fondamentali per rispettare i cronoprogrammi e assicurare la realizzazione tempestiva degli interventi infrastrutturali.
3) Semplificazioni e modello commissariale
L’ANCE ribadisce le proprie perplessità sulla diffusione del modello commissariale e sull’uso esteso dei poteri derogatori rispetto alle procedure di gara.
Sul fronte delle semplificazioni, il Decreto va nella direzione di snellire i processi decisionali e ridurre i tempi autorizzativi ma la fase di affidamento e di realizzazione delle opere dovrebbe avvenire sempre nel pieno rispetto delle procedure di gara previste dal Codice dei contratti e dalla legislazione ad esso connessa, nel rispetto del principio di concorrenza e a garanzia di una corretta esecuzione. Per realizzare celermente gli interventi infrastrutturali prioritari o le opere da “sbloccare”, la figura commissariale può risultare utile solo per semplificare le procedure “a monte” della gara, relative alle fasi di programmazione e approvazione dei relativi progetti.
In allegato, il documento presentato presso il Senato.