
Il settore delle costruzioni in Italia affronta un intenso fabbisogno occupazionale, con una domanda più elevata al Sud, mentre il Nord-Est soffre le maggiori difficoltà di reperimento personale.
La mancata corrispondenza è aggravata dall‘invecchiamento della forza lavoro (specialmente tra gli autonomi) e dal sottoutilizzo della manodopera straniera nel Sud (appena il 6%), rispetto a quote oltre il 20% nel Centro-Nord, evidenziando un potenziale inespresso.
Il CRESME ha diffuso un’elaborazione sui dati Excelsior e sui dati ISTAT, secondo cui, nel 2025, le imprese di costruzioni esprimono un fabbisogno complessivo di circa 548mila unità: per 344mila delle 548mila figure professionali richieste, le imprese di costruzioni lamentano una difficoltà di reperimento, pari al 59% del totale.
Nella maggior parte dei casi la difficoltà deriva da una carenza di candidati (62% del totale difficili da reperire), mentre per il 30% si tratta di candidati che non hanno le competenze necessarie.
A livello territoriale, il Nord-Est si distingue come l’area dove la difficoltà a reperire figure professionali è ben più impattante, attestandosi negli ultimi cinque anni sul 63,5% del totale, a fronte di percentuali comprese tra il 46% e il 47% nel Sud, e tra il 56 e 57% nel Nord-Ovest e al Centro.
Le cause di questo squilibrio possono essere ricondotte a diversi fattori:
- con la crescita che il settore ha vissuto tra Superbonus e spinta del PNRR, i tempi tipicamente lunghi della formazione delle competenze professionali concorrono a spiegare il divario lamentato dalle imprese di costruzioni;
- una quota relativamente elevata di lavoratori con età avanzata e un ricambio generazionale spesso limitato;
- diverso ricorso alla manodopera straniera.
In sintesi, i dati indicano che il settore delle costruzioni continua a operare in una condizione di forte pressione sul mercato del lavoro: in questo quadro, la formazione costituisce un punto di riflessione importante, per agevolare un processo di crescita di una forza lavoro spesso poco dinamica, nonché di attrazione di nuove figure professionali fatte di giovani e stranieri, da impiegare negli ambiti di mercato chiave per la transizione energetica e green del settore.