
L'”Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita delle imprese” (1° trimestre 2026) è stata condotta presso le imprese italiane dell’industria, delle costruzioni e dei servizi con almeno 50 addetti.
Dalle statistiche, viene rilevato che i giudizi delle imprese sulla situazione economica generale sono peggiorate, comprese le aspettative delle costruzioni, risentendo in particolare dell’incremento del prezzo delle materie prime energetiche e dell’incertezza economica e politica legata al conflitto in corso.
L’occupazione continuerebbe a espandersi nei prossimi tre mesi, a un ritmo molto più contenuto in tutti i settori, mentre è più sostenuto nelle costruzioni.
La domanda totale si è indebolita in tutti i comparti; l’industria in senso stretto ha registrato un peggioramento anche nella componente estera.
Riguardo agli investimenti, il saldo tra le imprese che prevedono di aumentarli e quelle che prevedono di ridurli si è pressoché azzerato su entrambi gli orizzonti temporali; nei servizi e nelle costruzioni il saldosi è mantenuto su valori stabilmente positivi.
Il saldo negativo dei giudizi delle imprese sulle condizioni economiche nei prossimi tre mesi è peggiorato in tutti i settori. Nelle costruzioni il saldo ha raggiunto -13 punti, rispetto alla passata rilevazione (+4); il calo è tuttavia concentrato tra le imprese meno esposte al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mentre quelle più coinvolte hanno mantenuto attese positive, sostenute dai benefici che il Piano continuerebbe a offrire nella prima parte del 2026.