
Il “Rapporto sulla stabilità finanziaria” è la principale pubblicazione di analisi semestrale del settore finanziario italiano della Banca d’Italia.
Il suo obiettivo è quello di fornire informazioni sulle condizioni del sistema finanziario, inquadrandole nel contesto macroeconomico e finanziario mondiale, e sui principali fattori di rischio di origine interna e internazionale, valutandone il possibile impatto. Brevi riquadri approfondiscono alcune tematiche specifiche.
Dall’edizione 1/2026 del Rapporto emerge che, in Italia, i rischi maggiori per la stabilità finanziaria derivano dai fattori internazionali. Dopo lo scoppio delle ostilità sono aumentati i rendimenti dei titoli di Stato e i corsi azionari sono considerevolmente diminuiti e, pur avendo da allora recuperato le perdite accumulate, restano esposti a significative oscillazioni. Il funzionamento dei mercati è rimasto ordinato.
La situazione finanziaria di famiglie e imprese è equilibrata, ma un peggioramento dello scenario macroeconomico potrebbe incidere sulla loro fiducia: per le famiglie, i rischi restano limitati grazie alla solidità patrimoniale e al basso indebitamento; per le imprese il quadro appare nell’insieme stabile, sostenuto da un livello di debito contenuto e da una moderata espansione del credito.
In un contesto di complessiva incertezza, i rincari dell’energia e dei costi di trasporto, pressioni inflazionistiche più persistenti e condizioni finanziarie meno accomodanti potrebbero avere ricadute sul potere d’acquisto delle famiglie e sui costi delle imprese, oltre che sulla loro fiducia.
L’aggravarsi del quadro geopolitico e l’aumento dell’incertezza possono esporre le banche a rischi: le condizioni di provvista e di liquidità potrebbero peggiorare qualora i rendimenti di mercato crescessero in maniera marcata; la qualità degli attivi potrebbe risentire di un deterioramento della capacità delle imprese di rimborsare i finanziamenti. Il sistema bancario italiano resta comunque caratterizzato da alti livelli di patrimonializzazione e redditività. Anche il settore assicurativo rimane solido, grazie all’elevata patrimonializzazione, alla crescita della raccolta premi e ai miglioramenti della redditività e delle condizioni di liquidità; l’incremento dei rendimenti sui titoli a reddito fisso potrebbe tuttavia determinare minusvalenze latenti.
La Banca d’Italia continua a monitorare i rischi della guerra in Medio Oriente per il contesto macrofinanziario; ha confermato le misure macroprudenziali in vigore nel 2025 e ha aggiornato i requisiti patrimoniali per gli istituti a rilevanza sistemica nazionale interessati da operazioni di concentrazione.
In questo Rapporto sono inclusi quattro riquadri tematici. Nel primo si analizzano gli investimenti dei residenti in Italia in titoli delle principali aziende del settore tecnologico statunitense e si conclude che l’esposizione è nel complesso limitata. Nel secondo si presenta un nuovo indicatore di rischio sistemico relativo al ciclo finanziario italiano. Nel terzo riquadro si mostra che il maggiore tasso di deterioramento del credito erogato dalle banche meno significative è attribuibile per lo più alle caratteristiche delle imprese affidate. Nel quarto si analizzano le specificità e i rischi del ricorso delle banche meno significative alla raccolta di depositi all’estero attraverso piattaforme online.
In questo Rapporto sono inclusi quattro riquadri tematici:
1) Gli investimenti dei residenti in Italia in titoli delle principali aziende del settore tecnologico statunitense
2) Nuovo indicatore di rischio sistemico relativo al ciclo finanziario italiano
3) Tasso di deterioramento del credito erogato dalle banche in base alle caratteristiche delle imprese
4) Specificità e i rischi del ricorso delle banche alla raccolta di depositi all’estero attraverso piattaforme online