
La Banca Centrale Europea ha confermato una linea di condotta cautelativa nel suo primo Bollettino Economico dell’anno: nonostante l’economia dell’area euro mostri dei segnali di buona capacità di tenuta, il Consiglio Direttivo ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento, ribadendo l’approccio guidato dai dati e la determinazione a riportare l’inflazione al target del 2%. Infatti, il Consiglio direttivo della BCE ha chiarito di non voler intraprendere un “percorso predefinito” per i tassi. Ogni decisione sarà presa valutando attentamente:
Le prospettive di inflazione alla luce dei nuovi dati
La dinamica dell’inflazione di fondo
La forza della trasmissione della politica monetaria all’economia reale
Secondo il Bollettino, la crescita del PIL dell’area euro resta moderata (+0,3% nel quarto trimestre del 2025). A sostenere l’attività economica sono soprattutto il settore dei servizi e un mercato del lavoro solido, con la disoccupazione scesa al 6,2% a dicembre. Tuttavia, le prospettive restano offuscate da tensioni geopolitiche e commerciali su scala mondiale e dall’incertezza sulle politiche daziarie, in particolare degli Stati Uniti.
I dati indicano un calo dell’inflazione complessiva, che a gennaio 2026 si è attestata all’1,7%, favorita dal crollo dei prezzi dell’energia (-4,1%). Tuttavia, l’inflazione di fondo (al netto di energia e alimentari) rimane più elevata al 2,2%, spinta soprattutto dai servizi (+3,2%). La BCE prevede che l’inflazione si stabilizzerà intorno all’obiettivo del 2% nel medio termine, ma avverte che i rischi derivanti dai costi dei trasporti e dalle tensioni geopolitiche potrebbero causare nuove fiammate.
In Italia, l’attività economica sia sostenuta dagli investimenti in tecnologie digitali e intelligenza artificiale.
Mentre il settore manifatturiero soffre per la debolezza della domanda globale, gli investimenti nel settore delle costruzioni mostrano segni di ripresa, supportati anche dalla spesa pubblica per infrastrutture.