
L’Appennino bolognese conferma una buona capacità di tenuta in un quadro internazionale complesso: le stime indicano una crescita del PIL dello 0,4% nel 2025 e dello 0,7% nel 2026, in linea con la Città metropolitana e superiore alla media nazionale prevista per il 2026.
Secondo i dati presentati da Guido Caselli, Direttore del Centro studi e Vicesegretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, a livello settoriale, secondo le previsioni il 2026, segnerà una forte ripresa dell’agricoltura (+6,2%) e una crescita dei servizi (+1,4%), mentre l’industria resta in calo (-1%) e le costruzioni rallentano pur mantenendo un segno positivo.
I dati mostrano un tessuto locale vitale che conta oggi oltre 11 mila unità locali, quasi 30 mila addetti e un valore aggiunto che supera i 3,1 miliardi di euro (escludendo la realtà di Valsamoggia).
Il comparto turistico si conferma uno dei settori trainanti dell’Appennino bolognese: nel 2025, il territorio ha registrato ben 379 mila presenze, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Il bacino d’utenza è ancora prevalentemente domestico: circa 7 visitatori su 10 sono italiani, a dimostrazione che la montagna bolognese esercita attrattiva sul turismo di prossimità e nazionale, grazie anche alla ricca offerta di cammini, parchi naturali e turismo all’aria aperta.
Tuttavia, all’orizzonte rimane la grande sfida demografica: le proiezioni demografiche a lungo termine (con orizzonte al 2050) continuano a monitorare attentamente i flussi di popolazione per contrastare il rischio di spopolamento, un tema centrale su cui la Città metropolitana sta concentrando investimenti strutturali e strategie di rilancio come il progetto BIS Appennino (Bologna Innovation Square) e l’attuazione delle STAMI (Strategie Territoriali per le Aree Montane e Intermedie).
➡ Le presentazioni complete dell’analisi economica, dell’Atlante Statistico Metropolitano e dell’Indagine sulla qualità della vita sono disponibili nella sezione dedicata Gruppo di Lavoro Dati statistici e monitoraggio del Tavolo di Ripresa sul sito della Città metropolitana di Bologna.