Agenzia del Demanio: presentato il Rapporto annuale “Il patrimonio immobiliare dello Stato” – anno 2026

Il Rapporto Annuale “Il patrimonio immobiliare dello Stato“, giunto alla 4° edizione, riporta i principali risultati ottenuti al 2025 e illustra una selezione di interventi avviati e conclusi che raccontano l’azione dell’Agenzia del Demanio per dare risposte ai nuovi fabbisogni espressi dalla collettività, attraverso la rigenerazione urbana, l’innovazione e lo sviluppo sostenibile: le Pubbliche Amministrazioni, che necessitano di spazi moderni ed efficienti; i cittadini fruitori di servizi; Enti del territorio, come protagonisti dei processi di rigenerazione. 

Il Rapporto è stato presentato dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, nella Sala della Regina di Montecitorio alla presenza di istituzioni e stakeholder, al quale sono intervenuti il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli e il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo che ha delineato la possibilità di futuri interventi tributari a sostegno delle operazioni di valorizzazione immobiliare. (link al video).

Il Rapporto illustra risultati, progetti e strumenti che guidano questa evoluzione, a partire dal Piano Città degli Immobili Pubblici, promuovendo qualità della progettazione, digitalizzazione, sostenibilità e sicurezza. Dalla rigenerazione dei grandi compendi e del patrimonio storico-culturale alla trasformazione degli uffici pubblici in spazi moderni, sostenibili e orientati al benessere delle persone, fino all’impiego di BIM, Digital Twin, smart building e intelligenza artificiale, emerge una visione integrata della gestione del patrimonio pubblico fondata sulla collaborazione istituzionale, sulla responsabilità nella cura del bene comune e sulla capacità degli immobili dello Stato di contribuire allo sviluppo dei territori e alla qualità della vita.

I DATI DEL RAPPORTO

Il patrimonio dell’Agenzia è composto da 45.515 immobili, per un valore stimato di 63,2 miliardi di euro: si tratta di circa 44 milioni di metri quadrati di fabbricati e di 1,3 miliardi di metri quadrati tra aree, terreni, boschi e riserve naturali. Le caserme rappresentano la componente più consistente del patrimonio immobiliare, con circa 17 milioni di metri quadrati, seguite dagli uffici pubblici (9,7 milioni), dagli istituti penitenziari (4,4 milioni) e dagli edifici storici e museali (4,1 milioni).

Sul fronte della gestione, continua il lavoro di razionalizzazione delle sedi della Pubblica Amministrazione: nel 2025, la riduzione delle locazioni passive ha consentito risparmi per 44 milioni di euro, portando il beneficio complessivo accumulato dal 2021 a 144 milioni.

L’Agenzia si conferma inoltre la prima Stazione Appaltante italiana per volumi di affidamenti in metodologia BIM, secondo la classifica OICE: gli interventi realizzati sono cresciuti del 172% e quelli avviati del 55%, raggiungendo 5,1 miliardi di euro di investimenti attivi, con un significativo incremento della produttività e dei risparmi per lo Stato, tra cui la riduzione della spesa per locazioni passive. Gli interventi completati sono saliti a 242, con un incremento del 172% rispetto al 2022, mentre quelli avviati sono arrivati a 619. In aumento anche gli affidamenti gestiti per conto di altre Amministrazioni, il cui valore raggiunge 1,6 miliardi di euro, consolidando il ruolo del Demanio come centrale di progettazione e realizzazione degli interventi sul patrimonio pubblico. 

Il Rapporto analizza anche la capacità di attrarre investimenti privati: le iniziative di valorizzazione hanno mobilitato circa 120 milioni di euro di capitali privati. Tra gli strumenti principali figurano i Piani città, oggi arrivati a 37 accordi sottoscritti, con l’obiettivo di raggiungere quota 65 entro il 2028. I programmi interessano 439 immobili, pari a oltre 5,1 milioni di metri quadrati di superficie lorda. Il 26% degli immobili coinvolti sarà destinato a funzioni miste, comprendenti anche interventi di social housing, mentre le aree verdi interessate superano i 10 milioni di metri quadrati.

Secondo le stime dell’Agenzia, l’insieme degli interventi potrà generare ricadute economiche per circa 18 miliardi di euro, oltre 65 mila occupati nei cantieri e quasi 98 mila posti di lavoro complessivi lungo l’intera filiera. Sul piano sociale il programma prevede la realizzazione di oltre 6.700 posti letto per lo student housing, circa 1.800 nuove abitazioni destinate all’edilizia sociale e la riqualificazione di circa 12 milioni di metri quadrati di spazi aperti.