
L’Agenzia del Demanio ha aggiornato il Piano Strategico Industriale per il 2026-2029, rafforzando il ruolo del patrimonio immobiliare dello Stato come leva di sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale del Paese.
Il nuovo Piano pone al centro cittadini, Pubbliche Amministrazioni e territori e integra qualità della progettazione, digitalizzazione, sostenibilità e resilienza climatica in un modello di gestione degli immobili pubblici orientato alla generazione di valore e a garantire servizi attrattivi, di qualità e innovativi.
L’aggiornamento del Piano parte dai risultati conseguiti tra il 2022 e il 2025: gli interventi complessivamente attivati sono passati da 3,5 a 4,1 miliardi di euro e gli investimenti realizzati sono cresciuti da 88,8 milioni di euro nel 2022 a 241,9 milioni nel 2025, con un aumento del 172,4%. Nello stesso periodo, la spesa per locazioni passive è scesa da 866 a 745,6 milioni di euro.
In questa prospettiva, il Piano Strategico Industriale 2026-2029 rafforza un modello di gestione del patrimonio immobiliare pubblico che si fonda su due momenti-chiave:
- la costruzione del quadro conoscitivo, per la quale il Piano pone infatti al centro la rete con Università ed Enti di ricerca, quale fattore abilitante di un approccio multidisciplinare e di un’intelligenza collettiva al servizio delle decisioni;
- la costituzione del quadro esigenziale dei luoghi oggetto degli interventi, per il quale, attraverso il dialogo con le istituzioni e la partecipazione degli stakeholder, e a seguito del profondo processo di conoscenza del contesto, l’Agenzia del Demanio rileva il quadro dei fabbisogni del territorio nelle loro diverse dimensioni storico-culturale, sociale-economica e ambientale-climatica.
Un ruolo centrale è affidato proprio ai Piani Città degli Immobili Pubblici, strumenti di pianificazione integrata sviluppati con gli Enti locali e le Amministrazioni utilizzatrici, per definire e co-progettare strategie di riuso e rigenerazione degli asset pubblici, in collaborazione con la rete di Università ed Enti di Ricerca. Entro il 2029 il Piano prevede la sottoscrizione di 70 Piani Città complessivi, per rispondere ai fabbisogni sociali delle comunità, migliorare la qualità ambientale e climatica sul piano urbano, e al contempo rispondere a una delle mission dell’Agenzia di razionalizzare gli spazi destinati alle Pubbliche Amministrazioni, favorendo, quando se ne crea l’occasione nell’interesse pubblico, l’attrazione di capitali privati.