Energia e crisi rallentano l`economia: i dati dell’indagine congiunturale di Confindustria Emilia-Romagna, Unioncamere Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo

Negli scorsi giorni, è uscita l’ultima indagine congiunturale sull’economia della nostra Regione, composta dalle rilevazioni di Unioncamere, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

Il risultato che emerge è quello di Un quadro economico regionale che si muove a passo lento, stretto tra l’incertezza geopolitica, il costo dell’energia e la debolezza della domanda interna, ma in cui il comparto delle costruzioni si conferma un pilastro di stabilità. 

Nel dettaglio, secondo le stime di Unioncamere ER, la crescita del PIL regionale si attesterà attorno allo +0,9% nel 2026 e scenderà allo +0,7% nel 2027: valori di poco superiori alla media nazionale, frenati dall’instabilità internazionale e dai rincari energetici. A sostenere il tessuto produttivo interviene il settore creditizio: i dati di Intesa Sanpaolo indicano un’accelerazione dei prestiti alle imprese emiliano-romagnole (+2,6% su base annua a luglio), risorse destinate a sostenere gli investimenti necessari per la transizione e a fronteggiare i costi vivi.

In questo contesto di generale rallentamento, l’analisi di Confindustria Emilia-Romagna mette in luce andamenti fortemente polarizzati: a fronte di pesanti contrazioni in comparti manifatturieri come automotive, tessile e macchine elettriche, si registra la buona tenuta del settore delle costruzioni, che insieme a farmaceutica e servizi affianca la spinta dell’export nel sostenere la produzione.

La prospettiva per la seconda metà dell’anno impone tuttavia prudenza: oltre la metà degli imprenditori prevede un quadro stazionario per ordini e produzione, e il raffreddamento della fiducia rischia di impattare anche sui piani di sviluppo a medio termine.

Per preservare la tenuta del settore edile e moltiplicarne l’effetto traino sull’intera filiera, il mondo delle imprese richiama l’attenzione delle istituzioni regionali sulla necessità di sbloccare i nodi burocratici. In linea con le istanze industriali, la priorità indicata per i prossimi mesi riguarda la presentazione alla Regione di un pacchetto di interventi mirati di semplificazione amministrativa.

Al centro delle richieste:

  • Sblocco e accelerazione degli investimenti e dei cantieri per nuovi ampliamenti produttivi
  • Tempi certi per le autorizzazioni ambientali e lo sviluppo degli impianti da fonti di energia rinnovabile (FER)
  • Governo del territorio e urbanistica, con percorsi più snelli dedicati agli interventi di rigenerazione urbana e decarbonizzazione

In uno scenario in cui i mercati interni mostrano segnali di fatica, la rapidità amministrativa e la valorizzazione del partenariato territoriale rappresentano le leve indispensabili per consentire alle imprese di costruzione e all’intera economia regionale di continuare a investire.