
Lunedì 26 ottobre 2026 è stato approvato dal Consiglio comunale di Modena il Bilancio consolidato del 2025, che fotografa la situazione economica e patrimoniale del Comune insieme a quella degli Enti e delle Società che fanno parte del gruppo.
Il documento, illustrato in aula dall’Assessore al Bilancio, Vittorio Molinari, registra un patrimonio netto di 1.715.768.539,71 euro e un risultato economico consolidato negativo per circa 2,7 milioni, legato principalmente alle rettifiche contabili necessarie per eliminare le operazioni economiche tra il Comune e le società del gruppo, così da rappresentare correttamente i saldi consolidati, evitando che le stesse somme vengano conteggiate più volte.
Il Bilancio consente di conoscere, a consuntivo, il risultato economico e la consistenza patrimoniale dell’insieme di Enti e Società che fanno capo all’Amministrazione comunale, rappresentando quindi uno strumento utile per programmare, gestire e monitorare l’andamento complessivo delle partecipazioni, offrendo una visione d’insieme delle condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie del gruppo e contribuendo a colmare eventuali lacune informative.
Gli Enti strumentali controllati e partecipati, le società controllate e quelle partecipate dal Comune sono:
Amo, Asp Ghirlandina Modena, CambiaMo, Emilia-Romagna Teatro Fondazione, Acer Modena e Farmacie Comunali di Modena, considerate rilevanti in quanto presentano parametri di bilancio superiori al 3% rispetto alla posizione patrimoniale, economica e finanziaria del Comune. Si aggiungono Fondazione Cresci@Mo, partecipata al 100%, e Lepida e Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile (AESS), in quanto organismi in house. È inoltre inclusa volontariamente ForModena, per un totale di dieci soggetti che concorrono alla formazione del Bilancio consolidato.
La delibera di approvazione comprende anche la verifica finale sulle società partecipate per l’esercizio 2025 e il monitoraggio infrannuale 2026, con un esame che ha coinvolto CambiaMo spa, ForModena, Amo spa, Farmacie comunali, Seta spa e Fondazione Cresci@Mo, oltre a Lepida e AESS in quanto organismi in house. La normativa prevede infatti che gli Enti locali definiscano, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, un sistema di controlli sulle società partecipate non quotate. Le verifiche sono svolte dalle strutture dell’ente, che ne sono responsabili.
Per Hera, sottoposta alla vigilanza della Consob, e Banca Etica, vigilata da Banca d’Italia, il controllo riguarda invece gli equilibri finanziari.