Banca d’Italia: pubblicate le nuove “Proiezioni macroeconomiche per l’Italia” – ottobre 2026

Le “Proiezioni macroeconomiche per l’Italia“ della Banca d’Italia vengono rese note nei mesi di aprile, giugno, ottobre e dicembre.


Dall’ultima pubblicazione, emerge un quadro dipendente in misura rilevante dall’evoluzione futura del conflitto in corso in Medio Oriente e, di conseguenza, e dai suoi effetti sui prezzi delle materie prime e sui prodotti raffinati.

In sintesi:

  • Crescita del PIL: è prevista al 0,9% nel 2026, al 0,7% nel 2027 e all’0,8% nel 2028. La domanda estera sostiene l’attività, mentre il rincaro dei prezzi dell’energia e i maggiori costi di finanziamento frenano la spesa delle famiglie e gli investimenti aziendali.
  • Inflazione: si attesta al 3,2% nel 2026 (sospinta dai rincari energetici causati dalle tensioni in Medio Oriente), per poi scendere al 2,4% nel 2027 e all’1,7% nel 2028. L’inflazione di fondo rimane stabile attorno al 2%.
  • Fattori di incertezza: il quadro rimane esposto a rischi al ribasso derivanti dall’evoluzione del conflitto mediorientale, dai prezzi delle materie prime energetiche e dall’aumento dei tassi di interesse dei mercati globali.

 

FOCUS SUL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

Il comparto delle costruzioni emerge dal report come uno dei principali motori della spesa per investimenti, pur mostrando un marcato e progressivo rallentamento lungo l’orizzonte previsionale del prossimo triennio. La tenuta del settore e la revisione al rialzo delle stime beneficia degli investimenti legati alla transizione digitale ed energetica, oltre che delle misure di spesa pubblica per infrastrutture, difesa e sicurezza energetica programmate dal Governo.

Come evidenziato dai dati previsionali della Tavola 1 delle Proiezioni, la crescita degli investimenti fissi lordi nel settore delle costruzioni segue questo trend:

  • 2026: +4,2%
  • 2027: +2,7%
  • 2028: +0,7%

 

Rispetto alle stime di giugno, le nuove proiezioni evidenziano una revisione al rialzo del settore: per il 2026 di +1,7 punti percentuali; per il 2027 di +1,8 punti percentuali; mentre per il 2028 non ci sono variazioni.