Missione neutralità climatica: presentato il Quaderno ASviS con il percorso di nove città italiane

Con il lancio della Missione UE per la neutralità climatica, alcune città aderiscono alla sfida europea di anticipare al 2030 un traguardo che il resto del mondo dovrà raggiungere entro il 2050. Il cuore di questo percorso è rappresentato dai Contratti Climatici della Città (Climate city contract), strumenti che superano la logica dei tradizionali piani ambientali per configurarsi come patti di co-responsabilità tra istituzioni, imprese e comunità locali. In particolare, dal 2022, le città collaborano all’interno di tavoli tecnici con soggetti come NetZeroCities e molti altri con l’obiettivo di strutturare una Piattaforma Nazionale sul modello di esperienze europee avanzate. 

Il Quaderno ASviS racconta il percorso di queste città italiane – Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino – coinvolte nella Missione europea “100 città climaticamente neutrali al 2030”, fotografa un ecosistema in rapido cambiamento, fatto di sperimentazioni, nuove forme di governance e innovazioni tecnologiche.  

La sfida climatica richiede, infatti, un approccio:

  • basato sull’analisi dei dati urbani;
  • sistemico (superando le strutture aziendali in cui i reparti o le persone lavorano in modo isolato);
  • inclusivo (co-progettato con la cittadinanza), capace di superare la frammentazione amministrativa e di attivare collaborazioni tra livelli istituzionali e attori territoriali.

 

I contributi del Quaderno evidenziano anche la collaborazione tra le città e il Governo nazionale, attraverso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

 

Sul piano operativo, le città stanno concentrando gli sforzi su alcuni ambiti chiave:

  1. la riqualificazione energetica degli edifici, dal momento che il settore edilizio rappresenta in alcuni casi fino al 76% delle emissioni urbane;
  2. lo sviluppo di nuove infrastrutture energetiche, come le reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, ancora poco diffuse in Italia ma con ampi margini di crescita;
  3. le Comunità energetiche rinnovabili, che favoriscono modelli distribuiti e partecipativi di produzione e consumo di energia.

Emergono anche strumenti innovativi come gli sportelli integrati pensati per accompagnare cittadine, cittadini e imprese nei processi di efficientamento energetico, semplificando l’accesso a servizi tecnici e finanziari (One Stop Shop).

Tra gli elementi innovativi, emerge il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle cittadine attraverso esperienze come l’Assemblea cittadina per il clima.