
Informiamo i nostri Associati che ENEA ha sviluppato una metodologia innovativa che integra le banche dati con i numeri di ISTAT e SIAPE e consente di estrarre informazioni utili a individuare le caratteristiche più rappresentative del patrimonio edilizio italiano nelle sei zone climatiche nazionali.
Questo lavoro si inserisce nel quadro delle nuove politiche europee su energia e clima, che richiedono basi informative sempre più robuste sul patrimonio edilizio.
Nel dettaglio, l’analisi si basa in larga parte sui dati del ‘Censimento della popolazione e delle abitazioni’ dell’ISTAT, rielaborato per ottenere una descrizione geometrica esaustiva dello stock residenziale. A queste informazioni, lo studio affianca i dati del SIAPE, con oltre 5 milioni di Attestati di Prestazione Energetica (APE) emessi tra la fine del 2015 e la metà del 2024, utilizzati per la caratterizzazione dei sistemi impiantistici ed energetici prevalenti. Lo studio ha completato il profilo dello stock con indicazioni sulla qualità termica del fabbricato (rappresentata, ad esempio, dalla trasmittanza termica dell’involucro). Per questo ulteriore passaggio, è stato utilizzato un report nazionale ENEA, sviluppato nell’ambito della Ricerca di Sistema Elettrico (RdS), insieme a riferimenti tecnici e normativi.
L’integrazione parte dallo studio ENEA, pubblicato sulla rivista Energy and Buildings, mette in relazione dati ISTAT, informazioni contenute nel SIAPE , il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica, e altre fonti tecniche ENEA, arrivando a descrivere circa 12 milioni di edifici residenziali e oltre 31 milioni di unità abitative: si tratta dei cosiddetti “Edifici di Riferimento” (Reference Buildings), utilizzabili per diverse tipologie di analisi, tra cui simulazioni energetiche a varie scale territoriali e in funzione della variazione dei principali parametri caratteristici degli edifici.
Il sistema ha permesso di ricostruire le configurazioni edilizie più ricorrenti del patrimonio edilizio italiano, dove circa il 65% degli immobili è antecedente all’introduzione delle prime normative energetiche ed è caratterizzato da consumi elevati:
- gli edifici a due piani con un’unica unità immobiliare risultano la tipologia più diffusa in tutte le zone climatiche;
- nelle zone più calde (da A a C) gli edifici a un piano con una sola unità abitativa risultano la seconda configurazione più comune;
- nelle zone più fredde (da D a F) sono più frequenti edifici su più livelli e con più unità abitative, probabilmente a causa di una maggiore densità abitativa.
L’analisi ha inoltre evidenziato la transizione in corso da sistemi di riscaldamento più tradizionali (caldaie standard e a condensazione) verso soluzioni più moderne ed efficienti, come le pompe di calore. Gli edifici costruiti prima del 1980 dipendono prevalentemente dalle caldaie tradizionali, mentre nelle costruzioni più recenti (soprattutto quelle post-2005) si osserva un chiaro passaggio verso tecnologie più efficienti. Le pompe di calore, ad esempio, stanno diventando sempre più diffuse nelle zone climatiche più calde (A e B), a conferma di una tendenza più ampia verso la sostenibilità nel settore residenziale. Anche l’adozione dei sistemi di teleriscaldamento mostra una crescita negli edifici più recenti, soprattutto nella zona climatica F.
FONTE: ENEA