
Nel corso dell’iniziativa “Qui c’è qualcosa che torna. Rigenerare i territori, ripensare la legge urbanistica”, il Presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’Assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo, hanno presentato i risultati del bilancio da cui parte la Regione Emilia-Romagna per aprire una nuova fase delle politiche di governo del territorio e, a quasi nove anni dalla sua approvazione, avviare il percorso per l’aggiornamento della Legge urbanistica regionale 24/2017.
Nel corso della giornata è stata presentata anche la nuova campagna di comunicazione “Qui c’è qualcosa che torna”, dedicata agli interventi di rigenerazione urbana e bonifica realizzati nei territori. Attraverso immagini e testimonianze, la campagna racconta la trasformazione di aree dismesse, edifici e suoli recuperati e restituiti a nuovi usi e alle comunità.
Inoltre, è stata messa a disposizione una nuova mappa interattiva per esplorare e conoscere 213 progetti, classificati per Comune, con i dettagli su costi, finanziamenti regionali, avanzamento dei lavori e le immagini prima e dopo degli interventi.
I DATI PRESENTATI
Alla presenza anche del Presidente di ANCI Emilia-Romagna, Marco Panieri, e del Presidente di UPI Emilia-Romagna, Giorgio Zanni, sono intervenuti il Sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, il Vicesindaco di Ferrara, Alessandro Balboni e l’architetto Mario Cucinella, in una riflessione su “Città foresta umana. L’empatia ci aiuta a progettare”, per raccontare le esperienze realizzate grazie alle politiche regionali di rigenerazione urbana e bonifica ambientale.
1) CONSUMO DI SUOLO
Secondo i dati della Campagna 2026 di ARPAE, relativi al periodo di osservazione 2024-2025 e presentati in anteprima, registrano 344,69 ettari di consumo netto di suolo, il valore più basso del quinquennio 2022-2026, con una riduzione del 70% rispetto al 2025.
Scende anche la velocità del consumo netto di suolo, che passa da 3,09 a 0,94 ettari al giorno, mentre il nuovo consumo permanente, legato principalmente a edifici e infrastrutture, si attesta a 59,35 ettari complessivi, pari a 0,16 ettari al giorno. A questi dati si aggiunge la cancellazione di oltre 20.700 ettari di previsioni insediative non attuate, mentre gli Accordi operativi finora approvati hanno interessato esclusivamente aree già urbanizzate.
Le superfici ripristinate raggiungono 122,85 ettari e l’Indice di circolarità del suolo (Ics) si attesta al 26,28%: per ogni 10 ettari di nuovo consumo reversibile, oltre 2,6 ettari vengono ripristinati. La Campagna 2026 introduce inoltre una nuova classificazione delle trasformazioni temporanee che consente di distinguere le occupazioni temporanee destinate a essere ripristinate, come quelle legate ai cantieri delle grandi opere, dalle altre forme di consumo di suolo. La nuova metodologia incide sul confronto con le annualità precedenti.
2) INTERVENTI DI RIGENERAZIONE URBANA
Tre bandi, nel 2018, 2021 e 2024, con 124,3 milioni di euro di contributi regionali e statali, che insieme ai 123,8 milioni di cofinanziamento locale hanno attivato investimenti complessivi per 248,1 milioni di euro. Sono 191 gli interventi di rigenerazione urbana finanziati in 175 Comuni dell’Emilia-Romagna.
Nel dettaglio territoriale, nella Città metropolitana di Bologna sono stati finanziati 32 progetti con 20,7 milioni di euro di contributi; a Forlì-Cesena 26 per 13,7 milioni; a Ferrara 13 per 8 milioni; a Modena 19 per 11,2 milioni; a Piacenza 18 per 9 milioni; a Parma 23 per 16,3 milioni; a Ravenna 12 per 9,5 milioni; a Reggio Emilia 32 per 23,7 milioni; a Rimini 16 per 11,9 milioni.
Tra le esperienze emiliano-romagnole presentate nel corso della giornata, quelle delle ex Fonderie Riunite di Modena e dell’ex Amga di Ferrara, due progetti nei quali le risorse per la rigenerazione urbana si affiancano ai finanziamenti PNRR per la bonifica dei siti orfani. A Modena il recupero dell’ex complesso industriale, destinato a ospitare un polo dell’innovazione, interessa un’area di circa 43mila metri quadrati e integra il recupero degli edifici e degli spazi pubblici con gli interventi di bonifica. A Ferrara il progetto Varco punta invece a trasformare l’area dell’ex Amga in un nuovo corridoio verde tra via Bologna e le mura cittadine, con percorsi pedonali e ciclabili, spazi verdi e servizi. La prima fase della bonifica ha consentito di certificare 5.780 metri quadrati di suolo bonificato o messo in sicurezza permanente, superando l’obiettivo PNRR di 5.500 metri quadrati.
L’architetto Mario Cucinella, fondatore e direttore creativo dello Studio Mca – Mario Cucinella Architects ha infine incentrato il suo intervento sul concetto che costruire non è mai un gesto neutrale rispetto all’inevitabile impatto che causa sull’ambiente e di come, partendo da questo presupposto l’empatia possa aiutare a progettare e a costruire in modo più efficace e legato al contesto territoriale. Nella sua riflessione, infatti, solo l’analisi dei luoghi, lo studio del clima e della materia ci permette di adattare una forma alle condizioni che la circondano per una nuova possibile armonia con la natura.
3) BONIFICHE AMBIENTALI
Sul fronte delle bonifiche ambientali, sono stati assegnati all’Emilia-Romagna 33 milioni di euro per intervenire su 17 siti PNRR. Gli interventi hanno già consentito di liberare il 92,75% della superficie candidata, rispetto a un obiettivo del 70%. La superficie interessata rappresenta il 10% di quella complessivamente candidata al Pnrr a livello nazionale. Dei circa 1.400 siti presenti in Emilia-Romagna, il 60% risulta bonificato, mentre sul restante 40% sono in corso attività nelle diverse fasi previste. La Regione attualmente gestisce anche 5 milioni del D.M. 269/2020 per 5 siti in chiusura nel 2026 e ha istituito un programma di finanziamento triennale 2026-2028 da 9 milioni di euro.
In questo contesto si inseriscono anche interventi di rigenerazione dei suoli che ha la funzione di restituire vita e funzionalità ecologica ai terreni degradati e in cui il suolo naturale è stato per così dire “sigillato”. In questo momento si attende che il Mase approvi i progetti candidati a un avviso pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna e che riceveranno un finanziamento di quasi 9 milioni di euro.
IL PERCORSO PARTECIPATO
A quasi nove anni dall’approvazione della Legge urbanistica regionale prende quindi il via il percorso per il suo aggiornamento, a partire dai risultati raggiunti, dalle criticità emerse nella sua applicazione e dalle nuove esigenze dei territori.
Ad oggi sono 44 i Comuni che hanno approvato il PUG; altri 46 hanno già superato la fase di assunzione, di cui 29 con il Piano adottato o all’esame del Comitato urbanistico; altri 39 Comuni sono nella fase di Consultazione preliminare. Complessivamente, quasi il 62% dei Comuni dell’Emilia-Romagna è impegnato nell’adeguamento e nell’attuazione dei nuovi strumenti urbanistici previsti dalla legge.
La prima fase sarà dedicata all’ascolto e alla co-progettazione, con un ciclo di incontri nelle province per raccogliere esigenze, proposte e osservazioni, insieme al coinvolgimento dell’Inu-Istituto nazionale di urbanistica e del Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale. Restando fermi i principi alla base della legge, a partire dal contrasto al consumo di suolo e dalla priorità assegnata alla rigenerazione urbana, tra le questioni su cui si concentrerà il confronto, ci sono:
- la semplificazione dei PUG;
- il rafforzamento della pianificazione di area vasta;
- le politiche per l’abitare e l’adattamento delle città ai cambiamenti climatici.
Al termine della prima fase sarà predisposta una proposta di aggiornamento, che verrà sottoposta al Tavolo per il monitoraggio dell’applicazione della legge e nuovamente condivisa nell’ambito del Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale. Seguirà un secondo ciclo di incontri nelle Province, prima di un appuntamento regionale conclusivo e dell’avvio dell’iter formale in Giunta e, successivamente, in Assemblea legislativa.