
La Regione Emilia-Romagna, dopo un confronto con le altre Regioni del bacino Padano, ha deciso di sospendere il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli Diesel euro 5 e ha predisposto un pacchetto di misure alternative e compensative per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti, destinando 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici con un provvedimento che è già stato presentato per il via libera al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Le misure sono espressamente previste dalla normativa nazionale vigente, recepita dalla Regione, che impone la limitazione alla circolazione di circa 90mila veicoli Diesel euro 5 nei nove Comuni con più di 100mila abitanti: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini.
LE MISURE COMPENSATIVE
1. Riscaldamento civile
L’accensione degli impianti sarà posticipata al 1° novembre. Per i Comuni ricadenti nella zona climatica E, dove attualmente l’avvio è previsto dal 15 ottobre, il periodo di accensione sarà quindi ridotto di quindici giorni; per Forlì e Forlimpopoli, appartenenti alla zona climatica D, l’avvio è già previsto al 1° novembre. La misura riguarda anche gli impianti alimentati a biomassa, ferme restando le esclusioni previste dalla normativa per strutture quali ospedali, strutture assistenziali e scuole. In caso di comprovate esigenze, legate ad esempio a particolari condizioni meteorologiche, i sindaci potranno comunque modificare con propria ordinanza i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di attivazione degli impianti termici, e stabilire riduzioni della temperatura ambiente massima consentita nei centri abitati o nei singoli immobili.
2. Fasi emergenziali per la qualità dell’aria (ambito territoriale: Comuni delle zone di Pianura est, Pianura ovest e agglomerato di Bologna)
a) Sarà ampliato l’orario di applicazione delle limitazioni emergenziali alla circolazione dei veicoli privati per motivi ambientali previste dal PAIR 2030 nei Comuni con popolazione superiore a 30mila abitanti, nei Comuni dell’agglomerato di Bologna e nei Comuni aderenti volontari, dalle ore 8.00 alle ore 19.00 (invece che dalle 8.30 alle 18.30).
b) Sarà vietato l’utilizzo degli impianti di riscaldamento civile alimentati a biomassa che non raggiungono almeno la classe emissiva 5 stelle. La limitazione comprenderà quindi anche gli impianti a 4 stelle.
10 MILIONI DI EURO DA DESTINARE AGLI INCENTIVI PER LA SOSTITUZIONE DEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO INQUINANTI
La Giunta regionale ha infatti dato atto della candidatura al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica del progetto “Bando per la sostituzione di impianti inquinanti per riscaldamento civile con pompe di calore, anche in abbinamento a pannelli fotovoltaici, anche da balcone”, destinato ai cittadini residenti nei Comuni delle zone di pianura dell’Emilia-Romagna, per uno stanziamento previsto di 10 milioni di euro. Il progetto, inviato al Ministero, è attualmente in attesa dell’approvazione. Solo a seguito dell’ammissione a finanziamento la Regione procederà con un successivo atto all’approvazione del bando.