ISTAT, mercato del lavoro: le ore lavorate crescono più del PIL – Le Costruzioni trainano l’incremento

Secondo i dati diffusi dall’ISTAT sul Mercato del Lavoro del 2° trimestre, le ore lavorate registrano un incremento dello 0,3% su base congiunturale e dell’1,3% su base tendenziale, superando la crescita del PIL (+0,2% nel trimestre e +1,0% su anno).

All’interno dell’apparato produttivo, il comparto delle Costruzioni si conferma un traino fondamentale per l’espansione dell’occupazione e per l’aumento delle ore lavorate nel Paese.

La nostra filiera, infatti, registra una delle performance più dinamiche in termini di ore lavorate e posizioni lavorative aperte, beneficiando dell’avanzamento dei cantieri infrastrutturali legati ai piani di investimento pubblici e privati. Il contributo del comparto edile si inserisce in una fase di forte richiesta di manodopera specializzata: l’incremento delle ore per dipendente (+0,4% congiunturale e +0,7% tendenziale) e la costante flessione del ricorso alla Cassa Integrazione (scesa a 6,2 ore ogni mille lavorate) testimoniano un utilizzo continuo e a pieno regime della forza lavoro nei cantieri.

Il quadro generale descritto evidenzia un aumento significativo dei lavoratori:

  • Occupati totali: in aumento di 155 mila unità (+0,6%) rispetto al trimestre precedente.
  • Tasso di occupazione: +63,1% (+0,4 punti in tre mesi e +0,7 punti su base annua).
  • Contratti stabili: dipendenti a tempo indeterminato (+120 mila, +0,7%); indipendenti (+17 mila, +0,3%).

Sul fronte della domanda da parte delle imprese, le posizioni lavorative dipendenti segnano un +1,3% su base annua. Si registra inoltre una spinta positiva nel lavoro in somministrazione (+3,0% tendenziale) e un calo del tasso di posti vacanti (attestato all’1,5%), segno di un progressivo assestamento tra domanda e offerta di lavoro.

Parallelamente, il costo del lavoro per Unità equivalente a tempo pieno (ULA) segna un incremento tendenziale del 2,8%, trainato dall’aumento delle retribuzioni (+2,7%) e dalla crescita delle componenti contributive (+3,4%).

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