
La Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Art-ER, ha realizzato il Rapporto “Energia degli edifici in Emilia-Romagna: regole, strumenti e qualità del sistema”, un approfondimento dei requisiti minimi in merito alle prestazioni energetiche degli edifici, all’evoluzione dei sistemi SACE (Catasto degli attestati di prestazione energetica) e CRITER (Catasto regionale impianti termici), oltre dell’uso innovativo dei dati energetici e del contributo delle politiche regionali alla transizione degli edifici.
L’ultima fotografia scattata al patrimonio immobiliare della Regione ritrae la metà delle abitazioni in possesso di un Attestato di Prestazione Energetica (APE) e, nelle nuove costruzioni, i consumi coperti da energie rinnovabili passa dal 35% del 2016 al 74% nel 2025; negli edifici ristrutturati, la quota si attesta intorno al 30% nel 2025.
Le certificazioni energetiche in Emilia-Romagna hanno seguito l’onda degli incentivi statali: dopo il record del 2024 (+12%), nel 2025 si è registrato un primo assestamento dovuto al ridimensionamento dei bonus. Sebbene il 55% degli immobili regionali resti poi classificato come estremamente energivoro (classi F e G), la transizione accelera grazie a nuove costruzioni sempre più efficienti. Se nel 2016, infatti, solo il 30% dei nuovi edifici era in classe A4, nel 2025 la quota ha raggiunto il 92%.
Parallelamente, gli edifici a energia quasi zero (nZEB) sono letteralmente esplosi, passando dai soli 116 del 2016 a ben 17.993 a fine 2025. Quasi un raddoppio per gli immobili nelle classi migliori (A1-A4), saliti dal 6% all’11% del totale regionale, mentre gli interventi di ristrutturazione hanno tagliato in media del 20% il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile.
Sul fronte del riscaldamento, il catasto regionale (CRITER) conta quasi 1,9 milioni di libretti, di cui il 94% degli impianti è composto da caldaie tradizionali (di cui il 93% a gas), ma resta il problema dell’anzianità, laddove il 44% ha più di 15 anni, nonostante i 440.000 nuovi generatori installati dal 2020 con Superbonus ed Ecobonus. Più recenti le pompe di calore (il 75% installato post-2010).
Avigilaresulla qualità del sistema, la Regione ha già effettuato 54.000 controlli documentali e 21.000 ispezioni sul campo sugli APE. Tutti i dati verranno progressivamente rilasciati in formato Open Data, per supportare la pianificazione energetica futura.