Conciliazione vita-lavoro: dal Governo e Unioncamere 7,5 milioni di euro per le imprese che investono sul benessere dei lavoratori. Al via i contributi per la Certificazione UNI/PdR 192:2026

I dati elaborati da Unioncamere e dal suo Centro Studi Tagliacarne affermano che le imprese che investono in interventi per il benessere dei lavoratori e in una migliore gestione dei tempi di vita e di lavoro registrano performance superiori rispetto alle altre: nel 2026, il 35% di queste imprese dichiara un aumento del fatturato rispetto all’anno precedente (contro il 22% di chi non realizza tali investimenti), il 20% segnala un incremento dell’occupazione (a fronte del 10% delle altre) e il 45% ha già adottato o sta per adottare tecnologie digitali (rispetto al 22% delle aziende meno attente a queste tematiche).

Per consolidare questo legame tra benessere dei lavoratori e produttività, il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a Unioncamere, mettono in campo un bando da 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende nell’adozione di una nuova certificazione, la prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026, la specifica tecnica che definisce i requisiti e gli indicatori di performance (KPI) per i sistemi di gestione volti alla conciliazione tra vita familiare e lavoro, alla quale il governo ha associato anche un esonero dal versamento dei contributi previdenziali.

L’iniziativa dà attuazione al Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e alla Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, con il preciso obiettivo di portare 1.000 imprese a conseguire la certificazione nell’arco di un anno.

Attraverso l’Avviso pubblico, le aziende con sede e attività in Italia e almeno un dipendente – con una quota di riserva del 60% destinata alle micro, piccole e medie imprese – potranno accedere a contributi a fondo perduto erogati sotto forma di servizi gratuiti, finalizzati ad assistere e accompagnare le imprese nel raggiungimento della certificazione collegata alla nuova prassi.

L’agevolazione prevede due linee d’azione tra loro complementari:

  1. la prima riguarda i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento tecnico-gestionale. Per fornire questo supporto, Unioncamere istituirà un apposito elenco di esperti qualificati – sia singoli professionisti sia soggetti collettivi come società di consulenza e reti d’impresa – selezionati tramite un avviso pubblico che ne accerta l’esperienza nei sistemi di gestione o nella conciliazione vita-lavoro;
  2. la seconda copre, invece, i costi per il rilascio della prima certificazione della conciliazione vita-lavoro. Le imprese beneficiarie dovranno scegliere l’Organismo di Certificazione accreditato tra quelli iscritti all’Elenco ufficiale. Il contributo per la certificazione varia in base alla dimensione aziendale (misurata in addetti) fino a un massimo di 12.000 euro per impresa.

 

Per accedere alle agevolazioni, le imprese dovranno superare un test di autovalutazione online volto a verificare il livello di maturità aziendale sui temi della conciliazione.

Le domande di partecipazione dovranno essere trasmesse, tramite la piattaforma Restart di Infocamere, a partire dalle ore 10.00 di Lunedì 21 settembre 2026.

Le istanze verranno valutate secondo una procedura a sportello in ordine cronologico di invio, mentre tutti i percorsi di accompagnamento e certificazione ammessi dovranno essere completati entro il 30 giugno 2027.

 

Con un Comunicato Stampa ad hoc, Giorgio Guberti, Presidente della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna ha commentato positivamente la misura: Il coinvolgimento attivo e diretto dei lavoratori e delle lavoratrici in azioni finalizzate ad obiettivi di miglioramento delle prestazioni aziendali e del rapporto vita-lavoro costituisce un’opportunità per le imprese, per gli stessi lavoratori e complessivamente per l’intero territorio. In questa logica, insieme al Comitato per l’imprenditoria femminile ed alle associazioni di categoria, la Camera di commercio è impegnata da tempo in un percorso condiviso, indirizzato in particolare alle piccole e medie imprese, per promuovere esperienze di partecipazione organizzativa, che possano anche avvalersi dei benefici di legge”.