
In data Martedì 28 luglio, il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, insieme al Vicepresidente, Vincenzo Colla, ha presentato il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, in attesa della firma ufficiale prevista a settembre.
Il nuovo Patto conferma le priorità e gli obiettivi strategici dei documenti precedenti, aggiornandoli alla luce del contesto attuale: l’Emilia-Romagna delinea la sua strategia con l’obiettivo di superare il conflitto tra sviluppo e ambiente, generare nuovo sviluppo sostenibile, nuovo lavoro e nuove imprese di qualità, accompagnando la Regione nella transizione ecologica e digitale, riducendo le fratture economiche, sociali, ambientali e territoriali e investendo in maniera decisa anche nell’economia sociale per mettere sempre più al centro le persone, i territori e le comunità.
Sono 4 i punti cardini su cui si concentra il nuovo Patto:
1. Crescere (istruzione, ricerca e innovazione, demografia)
Il Patto mira a promuovere lo sviluppo di cittadini liberi e consapevoli, capaci di governare l’evoluzione sociale ed economica. Per fare ciò, è necessario promuovere il contrasto alla dispersione scolastica e al fenomeno dei Neet, aumentando le persone con un titolo di studio terziario, come la laurea e i diplomi degli Istituti tecnici superiori di alta formazione o specializzazione tecnica, allineandosi ai target europei.
Ruolo prioritario, quindi, è riservato a ricerca e innovazione, con un obiettivo di spesa al 3% del PIL entro il 2030, e alla cultura, ambiti che trainano la coesione territoriale.
Inoltre, per contrastare il calo demografico, la Regione intende attuare investimenti su natalità e genitorialità e giovani generazioni, oltre che su politiche migratorie attive e attrazione, trattenimento e valorizzazione di studentesse, studenti, laureati, ricercatori e lavoratori.
2. Stare bene insieme (sanità, emergenza abitativa, sicurezza sul lavoro, integrazione)
Il documento persegue l’equità e la coesione contrastando ogni forma di disuguaglianza, garantendo parità di accesso ai beni pubblici, dando priorità assoluta al rilancio del Servizio sanitario regionale, al potenziamento del welfare per la non autosufficienza e attivando una sinergia pubblico-privato immediata volta a contrastare l’emergenza abitativa e a dimezzare le richieste di case a canone calmierato.
La Regione si impegna a valorizzare l’enorme potenziale della montagna, delle aree interne e periferiche.
Nel Patto è stata condivisa la necessità di confermare il massimo impegno per salvaguardare i posti di lavoro e sostenere l’applicazione dei contratti collettivi di lavoro nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, anche prevedendo l’istituzione di tavoli regionali permanenti di settore e/o filiera e/o distretto e tavoli provinciali di salvaguardia per le attività e i territori particolarmente esposti. L’impegno è dare piena attuazione all’Accordo per la “Tutela della salute e sicurezza sul lavoro” del 2022 e rafforzare le attività di prevenzione e controllo, anche attraverso l’incremento degli stanziamenti destinate ai servizi delle AUSL.
Inoltre, si vogliono offrire percorsi di inclusione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri, in particolare delle persone e dei minori in condizioni vulnerabili, garantendo loro buona accoglienza, concreta integrazione e piena partecipazione alla vita democratica, civile e produttiva. E significa anche impegnarsi per garantire a tutte e tutti, ovunque, gli stessi diritti e le stesse opportunità.
3. Generare lavoro e sviluppo di qualità (politiche industriali, espansione attività professionali)
La priorità è presidiare il ruolo dell’Emilia-Romagna che, nella nuova globalizzazione, sostiene le vocazioni territoriali, investe in sostenibilità, competenze e innovazione, incorpora nuovo valore nella manifattura, nei servizi e nelle attività professionali, genera nuove imprese e nuovo lavoro, intercettando le nuove traiettorie di crescita, sostenendo l’internazionalizzazione delle imprese, favorendo la diversificazione dei mercati e il presidio delle filiere critiche, insieme alla loro decarbonizzazione e alla riduzione delle dipendenze strategiche come strumenti di competitività.
Per rilanciare politiche industriali e sostenere l’innovazione e la competitività dei distretti e delle filiere strategiche è prevista l’approvazione di una “Strategia regionale per le politiche industriali e la giusta transizione”.
4. Essere sostenibili (Rigenerazione urbana, Net Zero, economia circolare, sostenibilità, qualità dell’aria, mobilità)
La lotta al cambiamento climatico impone di costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale: tale sfida vede nella neutralità carbonica al 2050 e nella produzione entro il 2035 di energia da fonte rinnovabile pari al 100% dei consumi elettrici due obiettivi prioritari del Patto, imponendo all’Emilia-Romagna di mettersi alla guida della transizione, facendone il motore di un nuovo e diverso sviluppo.
La crisi climatica impone una sempre maggiore attenzione alla qualità dell’acqua e dell’aria. È pertanto decisivo portare avanti, sulla base del documento strategico approvato nello scorso mandato, il nuovo Piano di tutela delle acque. Sul fronte qualità dell’aria, l’impegno collettivo deve essere congiunto a quello del Governo chiamato a sostenere attivamente politiche regionali trasformative per l’agricoltura, le imprese, le abitazioni e la mobilità.
Si ritiene indispensabile imprimere un’ulteriore accelerazione agli interventi di mitigazione e di adattamento, adottando un approccio unitario nell’impiego di strumenti, fondi e incentivi. Vanno in questa direzione sia la riorganizzazione dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, sia il raddoppio delle risorse regionali dedicate al contrasto al dissesto e alla realizzazione di un programma di forte manutenzione di tutti i corsi d’acqua, confermando che la messa in sicurezza del territorio è una priorità strutturale e continuativa, sostenuta da una programmazione pluriennale certa e coordinata.
Un’attenzione specifica va garantita all’Appennino, anzitutto attraverso il contrasto del fenomeno dell’abbandono e dello spopolamento.
Gli obiettivi di rigenerazione e di recupero del patrimonio esistente, nonché quelli di risparmio di suolo, sono dettati dalla Legge Regionale 24/2017: è necessario un monitoraggio e una verifica per individuare elementi di miglioramento volti a rafforzare il contrasto al consumo di suolo. A tal fine sarà istituito un tavolo dedicato che coinvolga i firmatari del Patto in una discussione preventiva rispetto alle decisioni da assumere.
In ultimo, in coerenza con gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti e di miglioramento della qualità dell’aria sarà condiviso l’iter di approvazione del nuovo Piano Regionale Integrato dei Irasporti (PRIT). Il Patto richiama anche l’impegno della Regione nell’evoluzione del sistema del Trasporto pubblico locale e il modello dell’azienda unica regionale, capace di realizzare economie di scala, efficienza, integrazione territoriale e massa critica negli investimenti.