
Sono stati presentati i dati del IX Rapporto sui Numeri del Green Public Procurement in Italia, lo studio di Legambiente che monitora l’applicazione del GPP e dei Criteri Ambientali Minimi da parte di Comumi e Capoluoghi rispetto ai bandi 2025.
L’Osservatorio Appalti Verdi nasce per sviluppare e diffondere le pratiche di economia circolare, che passano dall’acquisto dei prodotti più innovativi al fine di supportare e sensibilizzare le Istituzioni, le Imprese nell’applicazione del Green Public Procurement.
Ricordiamo che il GPP e l’utilizzo dei CAM sono obbligatori in Italia dal 2016.
La rilevazione, effettuata su un campione di 531 Comuni (di cui 51 Capoluoghi di Provincia), rivela che solo il 57% di questi applica gli Appalti Verdi: vuol dire che nel 43% dei casi, negli appalti comunali non viene messo in atto il Green Public Procurement (GPP) o non vengono applicati i Criteri Ambientali Minimi (CAM).
Rispetto alla precedente indagine, il risultato nazionale è in crescita di 2 punti ma, nonostante ciò, il Rapporto mette in evidenza come le grandi città, più strutturate e organizzate a livello amministrativo, riescano ad applicare in modo più accurato le politiche proprie del GPP ed il rispetto dei CAM nelle gare di appalto rispetto a Comuni più piccoli.
Tra le difficoltà maggiori, si riscontrano la mancanza di formazione adeguata e di aggiornamento per i funzionari che scrivono i bandi e si occupano di acquisti pubblici. Inoltre, Legambiente suggerisce che venga messo un percorso di premialità per le Stazioni Appaltanti virtuose e di sanzioni per le Amministrazioni che non rispettano la legge.