
È stato presentato la scorsa settimana, presso il Senato della Repubblica, il Rapporto FIAIP Monitora Italia, elaborato dal Centro Studi FIAIP, attraverso le rilevazioni degli agenti immobiliari associati, in collaborazione con ENEA e I-Com, che analizza l’andamento del mercato immobiliare 2025, le previsioni per il 2026 e il tema dell’efficientamento energetico degli immobili.
Lo studio evidenzia la crescita del mercato immobiliare nel corso dell’anno 2025, nonostante sia evidente la permanenza della “fascia grigia” dell’abitare, composta da famiglie, giovani coppie e lavoratori che non riescono ad accedere né al mercato libero né all’edilizia pubblica:
- le compravendite residenziali complessive registrano un aumento del +6,5% rispetto al 2024, così come risulta in salita l’interesse per l’acquisto di immobili destinati all’investimento e alle seconde case. La tipologia immobiliare più compravenduta resta il trilocale usato in zona semicentrale, a dimostrazione di come stia tornando predominante l’acquisto di abitazioni “da vivere”, ma con dimensioni non troppo grandi visto il progressivo calo demografico;
- il mercato delle locazioni continua a mostrare una forte tensione tra domanda e offerta: i canoni medi aumentano del +7%, mentre cresce il numero dei contratti del +3%. La domanda si concentra soprattutto su bilocali e trilocali in zone centrali e semicentrali, con una crescente diffusione dei contratti a canone concordato, che registrano un aumento del +8% su base annua. Secondo il report, il mercato locativo sta vivendo una trasformazione strutturale: crescono le locazioni brevi e transitorie, i contratti per studenti e le formule agevolate, mentre risultano più in difficoltà le locazioni ordinarie di lungo periodo.
- nel comparto non residenziale si registranodati positivi nelle compravendite di negozi (+4,2%), uffici (+5,6%) e capannoni (+4,9%), che portano ad un risultato complessivo nel 2025 rispetto all’anno precedente di + 7,4% (negozi), +3,3% (uffici) e +3,65% (capannoni).
Si tratta di un segnale importante, perché mostra una ripresa non solo per il mercato abitativo ma anche per la produzione e i servizi.
La domanda abitativa si concentra sempre di più nelle grandi città e nelle aree urbane con maggiore dinamismo economico e occupazionale, mentre molti territori periferici rischiano una progressiva riduzione della domanda e una minore capacità di attrazione residenziale.
Per quanto riguarda l’efficientamento energetico degli immobili, lo studio segnala un miglioramento dell’apprezzamento per la qualità energetica dell’immobile, nonostante circa il 75% del patrimonio immobiliare italiano sia ancora obsoleto e inefficiente:
- gli edifici nelle classi E, F e G costituiscono infatti circa il 61% delle villette a schiera e arrivano fino al 71% nel caso di monolocali e trilocali, con un andamento sostanzialmente stabile rispetto al 2024;
- aumentano di circa 6 punti percentuali le transazioni relative a bilocali e ville unifamiliari efficientate, mentre diminuiscono leggermente quelle delle tipologie abitative di dimensioni intermedie;
- nelle zone di estrema periferia gli immobili compravenduti appartengono prevalentemente alle classi meno performanti (E, F e G) e la quota degli edifici più efficienti (A e B) raggiunge appena il 5%. Nelle zone di pregio, invece, la percentuale di immobili nelle classi energetiche più elevate si avvicina al 50%.
- sale l’impatto della qualità energetica dell’immobile sul prezzo di vendita: il 91,44% degli operatori rileva un aumento del valore di mercato degli immobili efficientati post Superbonus.
La domanda mostra una crescente attenzione alla qualità energetica degli immobili, mentre oltre il 54% dei venditori non riesce ancora a riconoscere e valorizzare adeguatamente il peso della classe energetica nella determinazione del prezzo o nella preparazione dell’immobile alla vendita.
Le previsioni per il 2026 anticipano una fase di stabilizzazione del mercato immobiliare residenziale con crescita moderata, sostenuta da condizioni di accesso al credito progressivamente più favorevoli rispetto agli anni precedenti e da una domanda abitativa che resta strutturalmente solida: si stima una crescita delle compravendite residenziali compresa tra +1,5% e +2%, accompagnata da un aumento dei valori immobiliari intorno al +2%, segno di un mercato che tende a consolidare i livelli raggiunti nel 2025.
Nel comparto delle locazioni, si prevede un aumento dei contratti pari a circa +3%, con un ulteriore incremento medio dei canoni intorno al +4%.
Per il settore non residenziale, si prevede una moderata crescita: il numero dei contratti è stimato in aumento di circa +1%, con canoni e valori immobiliari attesi in crescita intorno al +2%.
Le prospettive restano quindi complessivamente positive, ma inserite in uno scenario globale caratterizzato da elementi di incertezza legati alle tensioni geopolitiche e all’andamento dei mercati energetici.