
L’Associazione Bancaria Italia ha divulgato i contenuti del Rapporto Mensile, relativo al mese di marzo, da cui emerge che:
1) PRESTITI BANCARI
A febbraio 2026, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,1% su base annua, proseguendo il percorso di crescita iniziato a marzo 2025. In dettaglio, per le famiglie è il quattordicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è l’ottavo mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti, infatti, a gennaio 2026 i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,5% e quelli alle imprese dell’1,7%.
2) RACCOLTA DA CLIENTELA
La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 97,7 miliardi tra gennaio 2025 e gennaio 2026 (35,6 miliardi famiglie, 17,6 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a febbraio 2026 è risultata in aumento del 4,0% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+3,6% nel mese precedente). A febbraio 2026 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 4,6% su base annua (+4,0% il mese precedente). La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a febbraio 2026 è aumentata dello 0,4% rispetto ad un anno prima (+0,8% nel mese precedente).
3) TASSI DI INTERESSE SUI PRESTITI BANCARI
A febbraio 2026:
- il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,99% (come nel mese precedente);
- il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,45% (3,53% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023);
- il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,42% (3,45% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023).
4) CREDITI DETERIORATI
A gennaio 2026 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) ammontavano a 27,1 miliardi di euro, da 30 miliardi di settembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di oltre 169 miliardi. A gennaio 2026 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,28% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a settembre 2025 (1,43%; 1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015).