
Venerdì 13 marzo 2026, alle ore 10.00, presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), si è tenuto l’evento di ASviS “L’impatto del PNRR sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile“, durante il quale sono presentati i risultati dell’omonima ricerca, condotta dall’ASviS in collaborazione con la Fondazione Enel e Unioncamere, sugli effetti dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e ci si è confrontati sui dati con rappresentanti delle Autorità politiche a livello nazionale e territoriali, esperte ed esperti della materia e stakeholder.
Il Rapporto evidenzia una forte concentrazione degli investimenti del PNRR in alcuni ambiti dello sviluppo sostenibile: le quote maggiori sono destinate all’energia (Goal 7), all’innovazione (Goal 9) e alle città (Goal 11). Trascurabili o completamente assenti le spese direttamente orientate alla lotta contro la fame (Goal 2), alla parità di genere (Goal 5), alla riduzione delle disuguaglianze (Goal 10), alla tutela degli ecosistemi marini e terrestri (Goal 14 e Goal 15) e alla cooperazione (Goal 17).
Emergono inoltre significative differenze territoriali negli investimenti, legate al contesto socioeconomico, alle criticità e ai punti di forza delle singole Regioni e infatti, oltre a fornire un’analisi a livello nazionale, il Rapporto propone anche una valutazione territoriale.
Secondo le stime dell’ASviS, il PNRR ha permesso di colmare circa il 39% della distanza che l’Italia aveva nel 2021 rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.
Si tratta di un risultato significativo, ma non sufficiente: per raggiungere tutti i Target dell’Agenda 2030, sarebbero necessari circa 20 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi. È una cifra consistente, ma non impossibile da realizzare a patto che il Piano strutturale di bilancio definito nel 2024 sia rivisto nel 2027 per incorporare tale spesa.
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