Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: pubblicate le Linee Guida sul BIM – ANCE: contributo utile per superare le criticità applicative

In attuazione del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, la Commissione di monitoraggio BIM presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del MIT ha elaborato leLinee Guida per la Gestione Informativa Digitale per le Stazioni Appaltanti e gli Enti concedenti(cfr. circolare di ANCE EMILIA).

Il documento, oltre a chiarire il quadro degli obblighi legati alla Gestione Informativa Digitale (GID), definisce in modo più ordinato il regime transitorio, evitando applicazioni retroattive o aggravi non proporzionati per le imprese. 

Le Linee Guida precisano, infatti:

  • l’ambito di applicazione (organizzazione, formazione, interoperabilità, utilizzo di formati aperti e ruolo centrale dell’Ambiente di Condivisione Dati, anche sotto il profilo della cybersicurezza);
  • la distinzione tra nuove opere e interventi sull’esistente;
  • il trattamento degli edifici vincolati;
  • l’adeguamento della documentazione di gara quando la fase esecutiva rientra nella GID.

 

 

La nostra Associazione nazionale, l’ANCE, ha accolto con favore la diffusione del documento: il testo viene letto come uno strumento strategico di accompagnamento operativo «utile per superare le criticità applicative», capace di rendere effettiva l’applicazione delle norme del Codice (articolo 43 e dell’allegato I.9 del Dlgs 36/2023).

Le Linee guida assumono così «un ruolo di ponte tra normativa e prassi amministrativa», contribuendo a rendere più chiaro il quadro degli obblighi in capo alle Amministrazioni.

In particolare i costruttori evidenziano che «le Linee Guida risolvono alcune criticità legate al regime transitorio, evitando aggravi non proporzionati per le imprese: proprio sul piano del transitorio il documento, nella valutazione dell’Associazione, contribuisce a prevenire incertezze applicative, chiarendo la non retroattività dell’obbligo nei procedimenti già avviati e l’assenza di un obbligo generalizzato di revisione dei progetti redatti con modalità tradizionali.

L’impostazione viene ricondotta esplicitamente al principio del risultato di cui all’articolo 1 del Codice. Per l’ANCE, inquadrare la Gestione Informativa Digitale come parte di un più ampio sforzo legislativo permette «la massima tempestività nell’esecuzione delle opere pubbliche, l’aumento della produttività del Paese, la razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse pubbliche, all’internazionalizzazione dei professionisti e delle imprese, in un quadro efficiente di collaborazione competitiva».