Convegno ANCE “Città da vivere”: il Ministro Rixi annuncia che domani in CdM in esame il provvedimento metterà a disposizione 950 milioni per il Piano Casa

Ieri, Mercoledì 4 marzo 2026, dalle 10.30 alle 16.30, si è tenuto il convegno, organizzato da ANCE e Assimpredil ANCE, dal titolo Città da vivere. Come rilanciare il modello della città italiana, durante il quale istituzioni, esperti, accademici e rappresentanti del mondo politico si sono confrontati sulle trasformazioni urbane, le politiche abitative e le sfide dello sviluppo sostenibile e che è stato concluso dal Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, che ha annunciato l’arrivo in Consiglio dei Ministri, nella giornata di domani, del primo Decreto per il Piano Casa.

La Presidente ANCE, Federica Brancaccio, è intervenuta, in apertura, ricordando che metà della popolazione mondiale vive nelle città e questa quota continuerà a crescere, al punto che si prevede che nel 2030 salga al 60%: “Non possiamo nasconderci, ci sono tensioni a cui non si è data risposta, né sull’emergenza abitativa né sui cambiamenti climatici. Il quadro è di eccessiva staticità e i nostri enti territoriali si barcamenano per capire come dare risposta ai cittadini con normative urbanistiche che risalgono al 1942. È molto difficile riuscire a trasformare le nostre società con le regole attuali […] esistono realtà che hanno continuato ad andare avanti: il modello Milano, ad esempio, resta forte e attrattivo, più europeo e più internazionale, ma manifesta tensioni e un’emergenza abitativa che significa anche emergenza sociale. Se, ad esempio, gli infermieri, le maestre o i tramvieri non possono più vivere nelle città, che ne sarà dei servizi che offrono? Le città non devono diventare non luoghi, ma devono essere un mix di ricchezza e inclusione, perché quando le diseguaglianze superano l’asticella non sta bene più nessuno”.

Un tema affrontato anche da Giovanni Deleo, Presidente Assimpredil ANCE, che ha sottolineato come, dal “diritto di avere una casa, fissato nel 1948, si è passati al diritto ad abitare che coinvolge aspetti che superano il perimetro delle mura domestiche e riguardano problemi che vanno dall’accessibilità economica alla qualità della vita fino alla sicurezza e al lavoro […] l’abitare non è solo una questione immobiliare ma coinvolge l’intero tema dell’ecosistema urbano. Un luogo dove tantissimi elementi sono interconnessi. Se uno di questi elementi non viaggia alla stessa velocità, si rallenta tutto il processo”.

Confrontando i nostri centri urbani con le città europee, ha concluso Deleo, “risultano avere una governance particolarmente difficoltosa. Avremmo, invece, bisogno di trasparenza, di processi chiari, di driver e tecnologie in grado di guidare processi che devono essere basati sulla sostenibilità, sulla fiducia e sulla misurazione dei risultati”.

La mattinata è proseguita con i dibattiti di Keti LeloGabriele AlbertiniFrancesco Rutelli; la rassegna di proposte e best practice al quale hanno partecipato Davide AgazziCinzia DavoliLavinia Pastore e Matteo Robiglio e si è chiusa con il confronto fra gli ex sindaci Antonio Bassolino e Leoluca Orlando e l’attuale primo cittadino di Verona, Flavio Tosi.

Ad aprire la seconda parte del convegno, una dettagliata presentazione dell’evoluzione delle nostre città curata da Pierciro Galeone, Direttore IFEL, e da Flavio Monosilio, Direttore Centro Studi ANCE, nel corso della quale sono stati illustrati numeri e cifre che mostrano come ci sia una sempre maggiore competizione tra le aree urbane, con città attrattive che vedono aumentare la popolazione, la crescita e l’occupazione: ad esempio, Roma e Milano, rispetto al 2008, hanno recuperato e addirittura superato i livelli di crescita e di occupazione pre-crisi.

Più crescita e più lavoro, che attirano più popolazione, si scontrano però con criticità crescenti e la prima fra tutte, ha ricordato Flavio Monosilio, è l’accesso alla casa, che è diventato difficoltoso anche per fasce di popolazione con redditi medi, esacerbando la forbice tra i redditi più ricchi e quelli più poveri che diventa sempre più grande.

Il tema è stato poi ripreso nel corso della tavola rotonda alla quale hanno partecipato i parlamentari Alessandro CattaneoChiara BragaMarco Osnato e Maurizio Lupi.

A segnalare come il tema non sia solo italiano, è stata Irene Tinagli, Presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi dell’UE, che ha illustrato il Piano contro l’emergenza abitativa predisposto dall’esecutivo comunitario a dicembre: un progetto che interviene, contemporaneamente, sul sostegno alla domanda di abitazione e quello dell’offerta.

A tirare le fila del dibattito è stato Stefano Betti, Vice Presidente ANCE e Presidente di ANCE EMILIA, che ha sottolineato, soprattutto, la necessità di avere strumenti adeguati per affrontare le sfide dei prossimi anni: “Non possiamo utilizzare le stesse regole messe a punto nel 1942 per costruire le città del 2050 […] La legge sulla rigenerazione urbana giace in Parlamento, è il 77esimo tentativo che si sta facendo per ammodernare il quadro normativo. Inoltre, dovrebbe esserci coerenza verso questi obiettivi in tutti i provvedimenti del Governo”.

La giornata si è conclusa con le prime risposte di Edoardo Rixi: “Venerdì andrà in Consiglio dei Ministri un Decreto Legge sul Piano Casa che metterà a disposizione 950 milioni sulla ristrutturazione di due pilastri che sono sostanzialmente legati all’edilizia residenziale pubblica e di un terzo pilastro sui fondi privati per integrare i progetti. Fino ad ora il governo ha messo a disposizione circa 6 miliardi in diversi provvedimenti, che salgono a quasi 8 miliardi”.

Sul tema delle città, ha aggiunto: “Ci giochiamo la credibilità nei confronti delle nuove generazioni. Ma è chiaro che con l’attuale quadro normativo diventa difficile, se non impossibile, anche riqualificare quei quartieri fatti male nati nel dopoguerra o le vecchie aree industriali. Serve un cambio culturale per creare strumenti in grado di cambiare e migliorare le nostre città, e non basta solo ristrutturare l’esistente. Il governo ha imboccato una strada nuova. È necessario che tutti facciano squadra”.