Siti orfani della Regione Emilia-Romagna: il sopralluogo dell’Assessore Priolo all’ex Lav-Fer di Campogalliano (MO)

In Emilia-Romagna, sono 17 i “siti orfani” interessati da operazioni di risanamento finanziate con oltre 27 milioni di euro di risorse PNRR assegnate alla Regione per interventi di recupero di aree a lungo compromesse.

I cosiddetti “siti orfani” sono così definiti perché il responsabile dell’inquinamento non è individuabile, non è più presente o non adempie agli obblighi previsti dalla normativa, che diventano oggetto di interventi di bonifica che consentono di risanare i terreni, ridurre l’impatto ambientale e favorire il recupero e il riuso delle aree.

Tra le Amministrazioni comunali di interesse per i nostri territori sono coinvolte:

  • Modena (Sassuolo, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Campogalliano e Spilamberto)
  • Bologna (Budrio)
  • Ferrara (Bondeno e Terre del Reno).

 

L’Assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo, nell’ambito di un percorso di monitoraggio e verifica degli interventi, ha effettuato un sopralluogo nell’area l’ex Lav-Fer di Campogalliano (MO), un’ex area produttiva, alla periferia del Comune, dove un tempo si svolgevano attività di zincatura a caldo, dismesse da oltre 25 anni, che avevano lasciato in ereditàrifiuti anche pericolosi e il rischio di contaminazione dell’ambiente circostante.

L’intervento di bonifica sul sito, ora giunto al 70% del completamento, finanziato con risorse PNRR di circa 488.000 euro, vede ora la rimozione degli ultimi cumuli di materiale e lo smaltimento dei rifiuti, restituendo progressivamente sicurezza ambientale e nuove prospettive al territorio. 

Sono state rimosse ulteriori strutture di contenimento, comprese le vecchie cisterne di deposito dell’acido cloridrico, consentendo approfondimenti sulle matrici ambientali del terreno; inoltre sono stati  eseguiti interventi per la rimozione della contaminazione primaria e condotta l’analisi di rischio sui superamenti residuali delle sostanze.

Conclusa la bonifica in relazione alla destinazione d’uso attualmente vigente (industriale/commerciale), è stato prescritto un ulteriore monitoraggio delle acque sotterranee per la durata di un anno.