Emergenza Casa: disponibile lo studio di Nomisma sui disagi di specie per sostenere i costi di un affitto

Secondo il più recente Osservatorio Nomismaoltre 4 milioni di famiglie italiane spendono oltre il 30% del reddito per l’affitto o la rata di un mutuo, con una soglia “limite” di 1,5 milioni di nuclei che vive in disagio abitativo acuto o grave e in conseguente morosità.

Il fenomeno evidenzia una grave crisi di sostenibilità economica dovuta alla divergenza tra l’aumento dei costi di locazione e la stagnazione dei redditi familiari.

Il 78% delle famiglie in difficoltà è costituito da affittuari, penalizzati da un mercato congestionato. La forte pressione della domanda, a fronte di un’offerta limitata, ha spinto i canoni medi a crescere del 3,5% su base annua nell’ultimo anno (+16% negli ultimi 5 anni), con aumenti attorno al 9,5% per i contratti destinati agli studenti.

Il disagio è più elevato al Sud e nelle Isole (41% di incidenza del canone sul reddito), seguito dal Centro (34%) e Nord-Ovest (31%): Milano si conferma la città più cara, seguita da Roma, Firenze e Bologna. Anche in mercati tradizionalmente più accessibili, come Torino, Genova o Napoli, i canoni risultano in crescita, una dinamica diffusa su tutto il territorio.

Secondo Nomisma, l’emergenza casa è un problema non solo per le famiglie, ma anche per l’attrattività e la competitività dei territori, creando problemi alle imprese nel trattenere risorse umane, e va affrontato con misure a forte impatto e, soprattutto, strutturali: oltre al ridotto mercato dell’affitto, la crescita dei canoni è dovuto al sovraffollamento che si è venuto a determinare. La conseguenza è che il disagio abitativo ha assunto connotazioni nuove rispetto alle forme estreme di povertà a cui si rivolge il sistema dell’Edilizia Residenziale Pubblica, in quanto oggi sono coinvolte fasce sociali prima non considerate, costituite da nuclei familiari prevalentemente monoreddito e da single impoveriti, a seguito delle crisi economiche che si sono susseguite nel corso degli anni, e non più in grado di sostenere il costo del mutuo o del canone.

Per ricreare un bacino di Alloggi ERP e contrastare la progressiva erosione di questo patrimonio in gestione a ex Istituti Autonomi Case Popolari e Aziende Casa, Nomisma propone di considerare i suggerimenti che arrivano dal mercato e anche dai numeri dell’ultimo Osservatorio Immobiliare: affinché perché un intervento di ERS in locazione permanente risulti vantaggioso per un operatore privato, occorre intervenire con agevolazioni pubbliche attraverso leve di natura finanziaria, fiscale o urbanistica.

Per la Società bolognese, il ruolo del pubblico resta necessario e imprescindibile per far fronte a quella che è a tutti gli effetti una emergenza nazionale, attraverso norme e incentivi che non compromettano la ricerca del profitto del privato, ma anche attraverso alleanze con Cooperative, Associazioni non profit e Fondazioni, che sono soggetti in grado di perseguire finalità pubbliche pur funzionando con criteri privatistici.