Banca d’Italia: pubblicato il documento “L’impatto della capacità amministrativa negli appalti pubblici sui tempi di realizzazione delle opere”

Lo studio di Banca d’Italia, intitolato L’impatto della capacità amministrativa negli appalti pubblici sui tempi di realizzazione delle opere“, analizza i dati degli appalti per lavori pubblici dal 2012 al 2024, evidenziando come le competenze delle Stazioni Appaltanti e dei Responsabili dei Procedimenti (RUP) siano variabili cruciali per il successo di un progetto.

Dal documento emerge che le Stazioni Appaltanti con una capacità amministrativa limitata impiegano fino a cinque volte più tempo rispetto a quelle più efficienti per completare le fasi di progettazione e affidamento di un’opera, tempistica che si ripercuote inevitabilmente su tutto il ciclo di vita del progetto, rallentando l’utilizzo dei fondi, inclusi quelli del PNRR.

I ricercatori di Banca d’Italia hanno analizzato la durata delle tre fasi principali:

  1. Progettazione: dove si accumulano i primi ritardi significativi.

  2. Affidamento: la fase di gara, dove la competenza tecnica della PA riduce i tempi morti.

  3. Esecuzione: il cantiere vero e proprio, la cui durata è influenzata dalla qualità dell’impresa scelta a monte.

Lo studio mette in luce l’importanza dei Responsabili Unici del Procedimento (RUP): i più esperti e competenti non solo gestiscono le procedure in modo più rapido, ma dimostrano una maggiore capacità strategica, tenendo infatti a selezionare imprese migliori, capaci di garantire un’esecuzione dei lavori più veloce e senza intoppi.

In un contesto in cui gli appalti pubblici rappresentano una leva fondamentale per la crescita economica a lungo termine, il rapporto della Banca d’Italia suggerisce che per accelerare le opere non basta semplificare le leggi, ma occorre investire sulle competenze tecniche e gestionali dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.