Conferenza Stampa SAIE 2026: i dati di Federcostruzioni e l’intervento del Presidente Stefano Betti

Si è tenuta ieri, Lunedì 9 marzo 2026, alle ore 11.00, presso la Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio, in Piazza Maggiore n.6, a Bologna, la Conferenza Stampa di Presentazione dell’edizione 2026 di SAIE – La Fiera delle Costruzioni – Progettazione, edilizia e impianti, in programma dal 7 al 10 ottobre 2026 a BolognaFiere, dal titoloOltre il PNRR: il futuro delle costruzioni tra partenariato pubblico-privato e nuove opportunità“.

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La Conferenza si è aperta con l’intervento di Emanuele Ferraloro, Presidente di Federcostruzioni, che ha introdotto i lavori con un excursus sui dati relativi al Rapporto della Federazione presentato nel 2025 e anticipando le elaborazioni del Rapporto di Federcostruzioni che verrà presentato quest’anno, che tratteggia un quadro rassicurante all’insegna di un aumento degli investimenti.

Secondo Ferraloro, lo sguardo del settore delle costruzioni non può che essere proiettato oltre il PNRR: una stagione si sta chiudendo e non sono pochi gli interrogativi sul dopo.

Dopo tre anni di forte espansione che hanno consentito di recuperare e superare i livelli pre-crisi del 2008, il settore delle costruzioni edilizie e infrastrutturali ha attraversato nel 2025 una fase di assestamento, con una flessione complessiva contenuta (-1,1%), trainata in particolare dal calo dell’edilizia residenziale (-15,6%), ma compensata dalla forte accelerazione delle attività legate al PNRR (+21%). Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza resta il principale motore del comparto: ad oggi risultano 16.000 cantieri aperti, di cui due terzi già avviati a conclusione. Guardando al post PNRR, tra fondi europei e nazionali, risultano disponibili circa 120 miliardi di euro per il settore fino al 2033. I numeri anticipati da Emanuele Ferraloro quantificano una dotazione che può assicurare la tenuta e il consolidamento della filiera anche oltre la scadenza del Piano. Intanto, in attesa del Rapporto definitivo che verrà presentato in autunno, c’è un altro dato che Ferraloro ha evidenziato: un quinto dei nuovi posti di lavoro creati in Italia negli ultimi cinque anni porta la firma delle costruzioni. Con 3,3 milioni di addetti e oltre 350.000 occupati in più nel periodo 2020-2025, la filiera si conferma pilastro dell’economia nazionale e guarda avanti con fiducia: per il 2026 è prevista una crescita degli investimenti del 5,6%, dopo la flessione contenuta del 2025.

In vista del SAIE, i costruttori affrontano «il progressivo azzeramento dei bonus edilizi e la corsa contro il tempo per chiudere i cantieri PNRR», cui si aggiungono le incertezze dell’attuale situazione internazionale e l’impatto sui costi e rilanciano il Partenariato Pubblico-Privato, tra edilizia sociale e rigenerazione urbana, come strada maestra da percorrere.

La sfida è stata colta, intanto, dal Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che è intervenuto sul tema delle politiche urbanistiche e dell’emergenza abitativa, guardando alla fase successiva al PNRR, indicando come priorità per le città la sostenibilità ambientale e nuove politiche urbanistiche orientate all’accesso alla casa: «Bologna è la città che vanta maggiore quantitativo di risorse PNRR pro capite. Con 5 miliardi di investimenti stiamo cambiando il volto della città. E siamo anche la città che meglio sta rispettando i tempi, a partire dai cantieri del tram […] Lavoriamo insieme unendo gli interessi pubblici con quelli privati per costruire la città del futuro. La via è quella della sostenibilità ambientale, e anche per questo abbiamo deciso di modificare il Piano Urbanistico introducendo nuove regole per quanto riguarda l’edilizia sociale, e per fermare la rendita a favore di chi vuole realizzare case per residenti […] Grazie al raccordo sull’urbanistica costruito con i sindaci dell’ANCI, e attraverso strumenti forniti anche da Unione Europea e Governo, dobbiamo dotare la nostra città di un’offerta abitativa adeguata ai gravi cambiamenti economici. A Bologna stanno arrivando nuovi abitanti: 3.000 ricercatori vivranno vicino al Tecnopolo, sono persone con salari diversi da altri. E se non vogliamo che una famiglia ne scacci un’altra, dobbiamo costruire delle politiche e un’offerta che non strappi la coesione sociale […] Insieme ad altri sindaci, tra cui quelli di Roma e Barcellona, abbiamo creato una rete europea per chiedere che l’Unione europea si occupi di abitare accessibile. La Commissione ha già inserito il sostegno all’housing sociale nella propria agenda». Secondo Lepore, servono però risorse e strumenti adeguati per affrontare il problema: «Accanto alle scelte di indirizzo servono fondi europei e nazionali e probabilmente anche nuove regole. Se vogliamo case accessibili dobbiamo cambiare il mercato e aumentare gli investimenti pubblici».

In questo scenario, il Partenariato Pubblico-Privato si configura come leva strategica per rafforzare la capacità di investimento del Paese.

In Regione, intanto, sottolinea Stefano Betti, Presidente di ANCE EMILIA e Vice Presidente ANCE, il Partenariato Pubblico-Privato è «all’avanguardia»: l’Emilia-Romagna è tra le prime Regioni italiane a servirsene con 25 affidamenti registrati su 267 a livello nazionale, e ha varato un Piano straordinario da 300 milioni di euro per recuperare circa 3.500 alloggi pubblici sfitti. Eppure, ragiona Betti, «siamo ancora di fronte a un paradosso: le aziende cercano personale, ma i lavoratori non trovano casa e ci sono ancora tanti alloggi vuoti».

Il comparto delle costruzioni, con un PIL superiore a 10 miliardi di euro, ovvero il 5,2% del totale regionale (dati Prometeia e Unioncamere), fa ancora da traino dell’economia dell’Emilia-Romagna. Ma, rileva il Presidente di ANCE EMILIA, Stefano Betti, «Siamo  a marzo 2026 ed è innegabile che il settore delle costruzioni si trovi di fronte a quello che l’ANCE definisce un bivio strutturale: il progressivo azzeramento dei bonus edilizi e la corsa contro il tempo per chiudere i cantieri PNRR […] Con il PNRR che entra nel suo “ultimo miglio” (la scadenza per la gran parte delle opere è giugno 2026), le linee di azione sulle quali preme da tempo l’ANCE e che diventano ora priorità assolute sono un ‘Piano casa’ strutturale (Target 2032), che necessita di risorse importanti per l’edilizia sociale i lavoratori e gli studenti; la stabilità normativa per la Direttiva ‘Case Green’ (EPBD): entro maggio 2026 l’Italia deve recepire la direttiva europea e dovrà accompagnarla con un piano industriale di lungo termine che dia certezza alle imprese e ai proprietari; la nuova legge sulla rigenerazione urbana, per smettere di consumare suolo ed avere delle norme che rendano economicamente vantaggioso demolire e ricostruire nelle città, superando i vincoli burocratici, spesso derivanti da norme vecchie di oltre 50 anni, che oggi rendono più facile costruire su un prato verde che riqualificare un capannone dismesso».

Betti sollecita anche un nuovo Testo unico delle costruzioni e, per l’Emilia-Romagna, piani pluriennali di manutenzione contro il dissesto idrogeologico: «I fondi non devono servire solo a “riparare”, ma a ridisegnare la sicurezza idraulica del territorio. Le imprese emiliane chiedono piani pluriennali di manutenzione, non solo appalti straordinari post-calamità. La via Emilia è il motore economico della regione e dell’Italia, ma soffre di un paradosso: le aziende cercano personale, ma i lavoratori non trovano casa. Bisogna spingere per sbloccare aree dismesse da destinare a Social ed all’Affordable Housing. Qui il PPP potrebbe giocare un ruolo cruciale: la dismissione di aree pubbliche atte a dare risposte mediante offerta di alloggi in vendita ed affitto a prezzi calmierati».

 

In allegato, sono disponibili le uscite sulla stampa di oggi e una selezione di foto della mattinata di ieri.